Opposizione alla cartella esattoriale originata dall'omesso pagamento di una sanzione amministrativa quando il verbale di accertamento dell'infrazione al Codice della strada non è stato mai notificato

In tema di opposizione agli atti - cartella esattoriale o ingiunzione fiscale - finalizzati alla riscossione di una sanzione amministrativa pecuniaria, irrogata per violazione del codice della strada, ove la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale sia venuta a conoscenza della sanzione stessa in ragione della nullità o dell'omissione della notifica del processo verbale di accertamento della violazione, è esclusa la possibilità di esperire l'opposizione all'esecuzione ex articolo 615 codice di procedura civile.

L'opposizione deve essere proposta ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 150/2011, a norma del quale, le controversie in materia di opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice della strada sono regolate dal rito del lavoro: l'opposizione, pertanto, si propone davanti al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione, entro trenta giorni dalla data di notifica della cartella esattoriale.

E' qui opportuno ricordare che (sentenza 22080/2017 Corte di cassazione - sezioni unite civili) quando l'azione giudiziale di opposizione viene proposta, ex articolo 7 della legge 150/2011, dopo la notifica della cartella di pagamento (o dell'ingiunzione fiscale), per dedurre l'omessa od invalida notifica del verbale di accertamento presupposto, non vi è spazio per lo svolgimento per difese nel merito della pretesa sanzionatoria.

Infatti, se l'amministrazione, che è onerata della relativa prova, non dimostra di avere eseguito tempestivamente e validamente la notifica del verbale di accertamento, la pretesa sanzionatoria è estinta. In sintesi, ciò che viene recuperato è la possibilità per il destinatario della pretesa di dedurre il fatto estintivo/impeditivo dell'omessa od invalida notifica, ed è sufficiente il richiamo del verbale di accertamento nei suoi termini identificativi. Se, invece, l'amministrazione dimostra di avere ottemperato validamente alla notifica del verbale, l'opposizione dovrà essere dichiarata inammissibile, ed ogni difesa, anche di merito, sarà preclusa poiché si sarebbe dovuta svolgere nel termine di trenta giorni decorrente da quella notifica del verbale di accertamento dell'infrazione.

Si tratta, come accennato, delle indicazioni che giungono dalla lettura della sentenza 24933/2018 della Corte di Cassazione e dal richiamo dei pricipi giuridici enunciati dalla sentenza a sezioni unite 22080/2017.

Di segno diametralmente opposto sembra essere la più recente sentenza della Corte di Cassazione 26843/2018 secondo la quale l'opposizione proposta ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 150/2011, ove la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale sia venuta a conoscenza della sanzione stessa in ragione della nullità o dell'omissione della notifica del processo verbale di accertamento della violazione, non può condurre automaticamente all'annullamento della sanzione, se l'unico motivo addotto è la mancata notifica del verbale di accertamento nel termine previsto dall'articolo 201 del Codice della strada (90 giorni dalla data di infrazione per la notifica al trasgressore, o al coobbligato, decorrenti però dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell'archivio nazionale dei veicoli l'intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere alla loro identificazione. ). In pratica, secondo i giudici - che richiamano la sentenza a sezioni unite 22080/2017 - il termine di 90 giorni fissato dalla legge legge per la notifica del verbale di accertamento non ha effetti decadenziali: la successiva notifica della cartella esattoriale, entro il quinquennio prescrizionale dalla data di accertamento dell'infrazione, può solo consentire al trasgressore di discutere nel merito, innanzi al giudice adito, ex articolo 7 del decreto legislativo 150/2011, la legittimità o i vizi del verbale, recuperando così l'azione giudiziale oppositiva che gli è stata preclusa con l'omessa notifica del verbale stesso. Fermo restando la possibilità di impugnare la cartella esattoriale ex articolo 615 del codice di procedura civile onde eccepire l'eventuale prescrizione del titolo esecutivo, perché notificato dopo cinque dalla data di commissione dell'infrazione accertata, o l'intervenuto decesso del soggetto obbligato o, ancora, l'avvenuto pagamento della sanzione amministrativa.

Secondo i giudici estensori della sentenza 26843/2018, alla deduzione di tardiva conoscenza dell'atto presupposto, conseguente alla mancata notifica, deve sempre accompagnarsi la proposizione di censure avverso di esso, altrimenti destinato a spiegare - seppur per effetto della tardiva sanatoria dei vizi di notifica attraverso la conoscenza dell'atto conseguenziale - i suoi effetti. In materia di opposizione a sanzioni amministrative, cioè, è inammissibile l'opposizione a cartella di pagamento, ove finalizzata a recuperare il momento di garanzia di cui l'interessato sostiene di non essersi potuto avvalere nella fase di formazione del titolo per mancata notifica dell'atto presupposto, qualora l'opponente non deduca, oltre che in via preliminare detta mancata notifica, anche vizi propri dell'atto presupposto (il verbale di accertamento).

Insomma, a seguito di una superficiale lettura della sentenza 26843/2018, sembrerebbe che per i giudici estensori la violazione del termine di 90 giorni per la notifica al trasgressore fissato dall'articolo 201 del Codice della strada, non costituisca motivo valido per l'annullamento automatico della cartella esattoriale riferita al mancato pagamento della sanzione amministrativa, ma darebbe solo modo di recuperare al trasgressore (o al coobbligato) la possibilità di eccepire nel merito l'illegittimità o i vizi del verbale di accertamento indicato nella stessa cartella esattoriale e mai notificato (o notificato in ritardo)

Un contrasto solo apparente

L'apparente contrasto fra la sentenze 24933/2018 e quella a sezioni unite 22080/2017, si spiega considerando che, qualora la cartella esattoriale fosse stata impugnata innanzi al giudice di pace in data anteriore al primo settembre 2011, sulla base degli articoli 22 e 23 della legge 689/1981, vigenti ratione temporis e solo successivamente abrogati (come, in effetti, avvenuto nel contenzioso deciso dalla sentenza 24933/2018), la procedura prevista per eccepire l'omessa notifica del verbale di accertamento ammetteva esclusivamente l'impugnazione recuperatoria della cartella esattoriale che, sostanzialmente, equivaleva ad una rimessione in termini del rimedio giudiziario di opposizione al verbale di accertamento, onde solo contestando, anche nel merito, la pretesa sanzionatoria si poteva escludere la sanatoria per l'omissione della notifica del verbale.

14 ottobre 2018 · Giuseppe Pennuto

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Stai leggendo Opposizione alla cartella esattoriale originata dall'omesso pagamento di una sanzione amministrativa quando il verbale di accertamento dell'infrazione al Codice della strada non è stato mai notificato Autore Giuseppe Pennuto Articolo pubblicato il giorno 14 ottobre 2018 Ultima modifica effettuata il giorno 31 ottobre 2018 Classificato nella categoria cartelle esattoriali » mini guide Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento.

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