Mobbing? » Ecco come ottenere il risarcimento danni

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Cosa è il mobbing? » Ecco come ottenere il risarcimento danni

Cosa è il mobbing e quando è possibile ottenere il risarcimento danni dopo aver subito questa ingiustizia: ve lo spieghiamo chiaramente nel prosieguo dell'articolo.

Che cos'è il mobbing

Con il termine Mobbing si intende una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghi o superiori.

Il lavoratore-vittima di queste vere e proprie persecuzioni si vede emarginato, calunniato, criticato: gli vengono affidati compiti dequalificanti, viene trasferito continuamente, o viene sistematicamente messa in ridicolo di fronte a clienti o superiori.

Nei casi piú gravi si arriva anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali.

Lo scopo di tali comportamenti può essere vario, ma il fine è sempre il solito: eliminare una persona divenuta in qualche modo “scomoda”, inducendola alle dimissioni volontarie o provocandone un motivato licenziamento.

Veniamo ora come ricevere il risarcimento danni nei in casi in cui si abbia subito questa pratica.

Come ottenere il risarcimento danni dopo aver subito mobbing

Il dipendente che abbia subito mobbing ha diritto al risarcimento danni se riesce a provare di essere stato mobizzato, attraverso serie di elementi come certificati medici, prove testimoniali, comunicazioni ecc.

Il lavoratore, infatti, ha l’onere di provare il carattere persecutorio dei comportamenti del datore di lavoro, l’evento lesivo della salute o della personalità del dipendente, il nesso eziologico e l’intento persecutorio.

Questo l'orientamento espresso dalla Suprema Corte con sentenza 898/14.

A parere degli Ermellini, per mobbing deve intendersi la condotta del datore di lavoro consistente in reiterati e prolungati comportamenti ostili, di intenzionale discriminazione e di persecuzione psicologica, con mortificazione ed emarginazione del lavoratore.

Precisa piazza Cavour, che sono 4 gli elementi che configurano la condotta di mobbing:

  • la molteplicità dei comportamenti a carattere persecutorio;
  • l’evento lesivo della salute o della personalità del dipendente;
  • il nesso eziologico tra la condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico e il pregiudizio all'integrità psico-fisica del lavoratore;
  • a prova dell'elemento soggettivo, cioè l’intento persecutorio.

Tutti elementi che deve provare il lavoratore.

Pertanto, in caso di mobbing, è il lavoratore che deve provarne la sussistenza.

Chiarimenti su mobbing e risarcimento danni

Il lavoratore dipendente che subisce il mobbing da parte del proprio datore di lavoro, o dai propri colleghi, può denunciare le condotte vessatorie in Tribunale e ottenere il risarcimento del danno arrecato alla propria salute psico-fisica.

Ai fini del risarcimento è però necessario provare l’esistenza di determinati comportamenti persecutori e offensivi, reiterati nel tempo, che siano stati la causa effettiva di un danno psicologico, di sofferenze morali o stress sul luogo di lavoro.

Dunque, è necessaria la prova di tutti questi requisiti osservati nel precedente paragrafo affinché si possa parlare di mobbing e riconoscere al soggetto danneggiato il risarcimento del danno biologico, inteso, appunto, come danno alla salute psico-fisica e quindi anche danno morale ed esistenziale.

20 Marzo 2014 · Andrea Ricciardi


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Stai leggendo Mobbing? » Ecco come ottenere il risarcimento danni Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 20 Marzo 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 4 Agosto 2017 Classificato nella categoria lavoro e pensioni Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee