La trasmissibilità agli eredi dei debiti contributivi INPS in parole semplici

Come funziona, dunque, in parole povere, la trasmissibilità agli eredi dei debiti contributivi INPS, in parole semplici.

C'è poco da fare, gli eredi devono pagare e, devono pagare anche le sanzioni (le quali, in generale non si trasmetterebbero agli eredi).

Per quanto attiene alle sanzioni da violazione contributiva commesse dal de cuius, con la circolare del 22 agosto 2001 numero 165 l'INPS le ha equiparate alle sanzioni civili e, quindi, trasmissibili agli eredi.

La natura civilistica della sanzione si ricava dall'articolo 116 della legge finanziaria del 2001 che ha definito «sanzione civile» quella per violazioni relative a versamento di contributi e premi.

Quindi non solo è trasferibile agli eredi, ma sono altresì dovute le somme aggiuntive maturate fino alla data del pagamento.

La sentenza numero 562 del 2000 della Cassazione, confermando l'orientamento dell'Inps, ha stabilito, tra l'altro, che il debito si trasmette agli eredi e ricomprende la somma capitale e i relativi interessi, «il cui maturarsi giorno per giorno non trova un limite temporale nella morte del debitore».

Quanto sopra, salvo il diritto degli eredi di rinunciare all'eredità.

15 dicembre 2016 · Andrea Ricciardi

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