I servizi da trasferire sul nuovo conto corrente

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Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento.

Individua con l’operatore i servizi che non potranno più essere utilizzati dopo la chiusura del conto; questi devono essere chiusi e ripristinati sul nuovo conto, comprese le domiciliazioni bancarie RID, che a far data dal febbraio 2007, sono trasferibili automaticamente.

Altri servizi, anche in virtù di una propria autonomia contrattuale, possono invece restare attivi presso la vecchia banca purché sia consentito il loro regolamento con modalità diverse dall’addebito in conto (pagamento per contanti o bonifico). È il caso, per esempio, dei contratti di mutuo, dei prestiti personali, dei contratti assicurativi.

Questa operazione può essere svolta in modo semplicissimo grazie ad un prospetto standard denominato “Elenco dei servizi regolati sul conto corrente” che potrai richiedere alla tua banca. E che viene mostrato di seguito.

elenco-dei-servizi.png

I FINANZIAMENTI

Se hai dei finanziamenti concessi dalla tua banca, consulta la documentazione contrattuale e le informative periodiche per verificare, con l’aiuto di un operatore, le relative condizioni.

PER LO SCOPERTO DI CONTO CORRENTE ( e in generale per tutte le linee di credito che devono essere stinte con il conto corrente) …

… devi provvedere, in accordo con la banca, al rimborso dell’importo a debito non essendo possibile il trasferimento dell’affidamento da una banca ad un’altra. Se vuoi ripristinare la linea di credito accertati che la nuova banca sia disponibile a concedertela ed esamina le condizioni.

PER I MUTUI E I PRESTITI PERSONALI (e in generale per tutti i finanziamenti che restano attivi anche dopo la chiusura del conto) …

… informati sui costi e sulle modalità di pagamento delle rate residue successivamente alla chiusura del conto; generalmente è possibile effettuarne il pagamento mediante un ordine permanente di addebito presso la nuova banca. Se estingui il finanziamento e sei interessato a richiederne uno analogo, accertati che la nuova banca sia disponibile a concederlo e confronta il tasso, le garanzie, le spese e le commissioni.

A fronte della richiesta di un finanziamento la nuova banca ti chiederà le informazioni e la documentazione necessarie all’avvio dell’istruttoria. In linea generale, la nuova banca non è tenuta a concedere il finanziamento.

LE CARTE DI CREDITO

Se possiedi una carta di credito, verifica con la tua banca:

I TITOLI

Se hai dei titoli regolati sul tuo conto e intendi trasferirli, è necessario attivare preventivamente un conto titoli presso la nuova banca. Scegli i titoli da trasferire, consultando l’estratto conto titoli, con l’aiuto di un operatore della banca.

Tieni conto degli effetti fiscali legati alle operazioni di acquisto e vendita di titoli già effettuate. Quando cambi banca, richiedi la certificazione delle minusvalenze realizzate nel corso dell’anno e nei quattro anni precedenti e consegnala alla tua nuova banca; è un documento importante che ti permetterà di compensare, ai fini fiscali, eventuali plusvalenze future.

Se possiedi dei FONDI, considera che il loro trasferimento è una prassi poco utilizzata per le difficoltà operative connesse alla gestione dei fondi da parte della nuova banca; per tale ragione, valuta bene la convenienza tra vendere le quote di fondo o mantenerle (considerando le caratteristiche del fondo: importo, mercato di negoziazione, …).

L’attuale regime fiscale prevede, per la maggior parte dei prodotti finanziari, una tassazione del 12,5% che viene applicata sulle plusvalenze (differenza positiva tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto), sugli interessi cedolari (per i titoli obbligazionari) e sui dividendi (per i titoli azionari). Per la tassazione delle plusvalenze è consentita la compensazione con eventuali minusvalenze (differenza negativa tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto), realizzate nell’anno in corso o nei quattro anni precedenti.

Nel caso di trasferimento del dossier titoli presso altro istituto senza modificare l’intestatario, i titoli trasferiti mantengono il proprio costo di acquisto ai fini del successivo calcolo delle plusvalenze o delle minusvalenze. Viceversa, i trasferimenti effettuati a soggetti diversi da quelli iniziali sono considerati, ai fini fiscali, al pari delle vendite.

7 Dicembre 2007 · Simonetta Folliero



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