Indice del post eredità e legati - per i debitori è sempre meglio un testamento

Costruito l'albero genealogico, il grado di parentela fra due individui dell'albero è dato dalla lunghezza del percorso che li unisce, essendo 1 la lunghezza fra due elementi contigui. Abbiamo così che due fratelli sono legati da un vincolo di parentela di secondo grado; genitore e figlio sono legati da un vincolo di parentela di primo grado; due cugini (figli di fratelli) sono parenti di quarto grado. Nell'illustrazione in alto,  il capostipite Marco ed il suo discendente Luigi (in basso a sinistra) sono parenti di quarto grado. Fra Luigi e Marzia (in basso a destra) intercorre un vincolo di parentela [ ... leggi tutto » ]

Dallo schema sopra riportato si evince che il nostro ordinamento riserva a determinati soggetti legittimari (coniuge, figli e ascendenti del defunto) una quota di eredità legittima, della quale non possono essere privati per volontà del defunto, sia stata questa espressa in un testamento o eseguita in vita mediante donazioni.Il testatore, pertanto, può liberamente disporre solo della quota che la legge non riserva a questi soggetti ovvero la quota disponibile. In particolare:  la quota riservata non può essere devoluta per testamento; se c'è testamento  in caso di premorienza o rinuncia possono essere rappresentati solo figli,  fratelli e sorelle; ai fratelli ed [ ... leggi tutto » ]

in caso di rinuncia o premorienza possono essere rappresentati solo i discendenti e i fratelli. Ciò significa che quando i figli e i fratelli del defunto sono premorti oppure rinunciano all’eredità, subentrano nei loro diritti i rispettivi discendenti, in virtù della cosiddetta rappresentazione. In questo caso l’eredità si divide per stirpi, cioè si attribuiscono le quote che spetterebbero ai soggetti premorti o rinuncianti, e queste vengono a loro volta divise tra i rispettivi discendenti. esempio di successione per stirpi (e non per capi) - il de cuius lascia due figli, Primo e Secondo, i quali a loro volta hanno [ ... leggi tutto » ]

Il legato è una disposizione testamentaria con la quale chi redige il testamento attribuisce a un soggetto un bene o un diritto determinato, non considerandoli come quota del patrimonio ereditario (quota disponibile).  Il beneficiario di un legato è detto legatario. Alcuni esempi di valida attribuzione di un legato: "Lego a Mario Rossi la mia casa di Roma" oppure "Lego a Marco Bianchi la somma di 10.000,00 euro" La differenza fondamentale tra legato ed erede riguarda il regime di responsabilità del beneficiario rispetto ai debiti del defunto. Il legatario, infatti, al contrario dell'erede, non risponde dei debiti ereditari con il proprio patrimonio [ ... leggi tutto » ]

La rappresentazione fa subentrare i discendenti legittimi nei diritti riconosciuti dalla legge o dal testamento al loro ascendente, qualora esso non possa (ad esempio perché deceduto prima) o non voglia (ad esempio in caso di rinuncia di eredità) accettare l'eredità o il legato. La rappresentazione però non opera in tutti i casi, ma solo se:  gli eredi o legatari non accettanti siano i figli legittimi, legittimati, adottivi e/o naturali del defunto;  gli eredi o i legatari non accettanti siano i fratelli del defunto. Il chiamato all'eredità può rinunciare all’eredità; in questo caso la sua quota andrà agli altri eredi [ ... leggi tutto » ]

Tizio muore lasciando a sè superstiti il coniuge Tizia e i due figli Tizietto e Caietto. A Tizia spetta 1/3 dell’eredità, ed 1/3 ciascuno spettano a Tizietto e Caietto. L'articolo 581 del codice civile recita "Quando con il coniuge concorrono figli legittimi il coniuge ha diritto alla metà dell’eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi." Potrebbe sembrare allora che se Caietto rinunziasse all’eredità di Tizio, la quota di Tizietto si accrescerebbe di 1/3. In conclusione, a Tizia rimarrebbe 1/3 dell’eredità, mentre Tizietto avrebbe diritto ai 2/3 dell’eredità. Ma, l'articolo 522 (devoluzione [ ... leggi tutto » ]

Al coniuge, anche quando concorre con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e l'uso dei mobili che la corredano (diritti gravanti sulla quota disponibile). È importante evidenziare che la quota di legittima non va calcolata sul valore del patrimonio del defunto al momento della morte, ma sul valore risultante dalla seguente operazione: valore del patrimonio - valore dei debiti del defunto + valore delle donazioni in vita (alla data di apertura della successione). Esempio - Mario, coniugato con Maria e con due figli (Carlo e Gino), ha donato in vita a [ ... leggi tutto » ]

Non sempre è possibile conoscere con immediatezza e tempestività la situazione dei debiti e delle passività relativa al defunto, col rischio, in caso di accettazione espressa o tacita dell’eredità, di trovarsi esposti ad una eredità passiva. Si pensi, ad esempio, al caso delle fideiussioni prestate dal defunto a garanzia di debiti di terzi, al momento dell'apertura della successione non ancora fatti valere dai creditori e che quindi potrebbero manifestarsi anche successivamente alla data di apertura della successione. Qualora non vi sia una assoluta certezza al riguardo e via sia il sospetto che il defunto abbia posto in essere operazioni [ ... leggi tutto » ]

I testamenti pubblici, olografi o segreti, debitamente pubblicati sono consultabili:  presso il notaio che ha provveduto a redigere il verbale di pubblicazione se ancora in esercizio;  presso l'Archivio Notarile del distretto cui apparteneva il notaio che a suo tempo aveva provveduto alla pubblicazione, se lo stesso ha cessato la propria attività. Il notaio che ha ricevuto un testamento pubblico, appena gli è nota la morte del testatore o nel caso di testamento olografo o segreto dopo la pubblicazione, comunica l'esistenza del testamento agli eredi e legatari [ ... leggi tutto » ]

Bisogna sempre tener presente che la rinuncia all'eredità in favore di altri eredi non debitori non è una soluzione.  Infatti, i creditori dei chiamati all'eredità che abbiano rinunciato, possono farsi autorizzare dal giudice entro cinque anni dalla rinuncia ad accettare l'eredità in nome e luogo del rinunciante debitore, al solo scopo di soddisfarsi sui beni del debitore e fino a concorrenza dei crediti vantati. Il chiamato debitore non acquisisce la qualità di erede perché questa non può essere attribuita contro la volontà di costui, ma cionondimeno, i creditori potranno soddisfarsi sui beni del debitore visto che saranno costoro ad [ ... leggi tutto » ]

Deve essere posta particolare attenzione quando si rinuncia ad una eredità passiva (il de cuius con debiti)  in quanto il rinunciante, che sia il figlio o il fratello del defunto, trasmette la devoluzione ereditaria cui ha rinunciato ai propri discendenti  per effetto della rappresentazione di cui abbiamo discusso nei paragrafi precedenti. Anche in questo contesto può essere opportuno sollecitare il soggetto debitore, di cui si è un futuro erede, a fare testamento ed a lasciare dei legati nell'ambito della  quota disponibile. O anche in eccesso, se c'è accordo fra gli eredi. Infatti, una volta aperta la successione ed effettuata [ ... leggi tutto » ]

All’obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell’ordine: il coniuge; i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi e, in loro mancanza i discendenti prossimi, anche naturali (nipoti); i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali (nonni ); gli adottanti; i generi e le nuore; il suocero e la suocera; i fratelli e le sorelle germani o in subordine unilaterali. [ ... leggi tutto » ]

Nell'ordinamento italiano i suoceri di un soggetto sono obbligati a prestargli assistenza in base all'articolo 433 del codice civile, con priorità rispetto a fratelli e sorelle del soggetto stesso. Inoltre, il vincolo di affinità, ovvero proprio il rapporto che si stabilisce,  ad esempio, tra il soggetto ed i genitori del suo coniuge (appunto i suoceri)  non cessa con la morte del coniuge da cui esso deriva, così come recita l'articolo 434 del codice civile. In altre parole i suoceri sono obbligati a prestare assistenza anche ad un genero vedovo. Ma, sembra strano, i suoceri pur dopo aver prestato assistenza al proprio [ ... leggi tutto » ]

10 dicembre 2011 · Rosaria Proietti

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Stai leggendo Indice del post Eredità e legati - per i debitori è sempre meglio un testamento Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il giorno 10 dicembre 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 6 ottobre 2017 Classificato nella categoria famiglia separazione divorzio lavoro pensioni isee » mini guide Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

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