Eredità riservata disponibile e legittima - calcolo del grado di parentela

Costruito l'albero genealogico, il grado di parentela fra due individui dell'albero è dato dalla lunghezza del percorso che li unisce, essendo 1 la lunghezza fra due elementi contigui. Abbiamo così che due fratelli sono legati da un vincolo di parentela di secondo grado; genitore e figlio sono legati da un vincolo di parentela di primo grado; due cugini (figli di fratelli) sono parenti di quarto grado.

albero genealogico

Nell'illustrazione in alto,  il capostipite Marco ed il suo discendente Luigi (in basso a sinistra) sono parenti di quarto grado. Fra Luigi e Marzia (in basso a destra) intercorre un vincolo di parentela di ottavo grado. Michela e Giuditta, entrambe nipoti di Marco, sono fra loro "cugine" e legate da un grado di parentela pari a 4. Lorenzo e Giovanna, fratello e sorella, sono parenti di secondo grado.

In pratica, sono parenti in linea retta i soggetti che discendono l'uno dall'altro, ad esempio padre e figlio. La parentela in linea collaterale si esplica fra soggetti che pur condividendo un "capostipite", non discendono l'uno dall'altro (ad esempio fratello e sorella, zio e nipote).

Infine, gli affini, ovvero i suoceri, i cognati, la nuora, il genero. Affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge. Gli affini quindi non hanno nessun vincolo di consanguineità.

Come vedremo, la legge non attribuisce nessun diritto successorio diretto a genero e nuora e nemmeno indiretto ai suoceri. Inoltre, ai fini della successione, il vincolo di parentela oltre il sesto grado (articoli 77 e 572 del codice civile) non viene riconosciuto.

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Stai leggendo Eredità riservata disponibile e legittima - calcolo del grado di parentela Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il giorno 10 dicembre 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 6 ottobre 2017 Classificato nella categoria famiglia separazione divorzio lavoro pensioni isee » mini guide Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • alessandr 13 luglio 2013 at 22:38

    quindi lei mi dice che quella della vendita è veramente l’unica soluzione percorribile?

    • Simone di Saintjust 14 luglio 2013 at 00:07

      No. Le dico che la vendita è l’unica soluzione a prova di creditori in appostamento …

  • alessandr 13 luglio 2013 at 22:26

    unica soluzione? …e se i miei genitori facessero una donazione a favore di mia sorella?

    alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 22:36

      Il problema è che quando il testamento viola la quota di legittima di un erede debitore, il creditore sente puzza di bruciato. Ed allora può chiedere al giudice di verificare la sussistenza delle donazioni effettuate in vita dai disponenti a favore degli eredi non debitori.

  • alessandr 13 luglio 2013 at 21:59

    buonasera,
    innanzitutto grazie della sua cortese risposta, qualche suggerimento in proposito, visto che parliamo di debiti che non potranno mai essere pagati purtroppo? grazie

    alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 22:06

      Se non si vogliono correre rischi l’immobile viene venduto in vita ed il ricavato diviso fra gli eredi. Poi il debitore può versare la propria parte su un conto corrente intestato a persona di fiducia, oppure spenderlo in donne, roulette e champagne prima che i creditori si attivino.

  • alessandr 13 luglio 2013 at 14:22

    buongiorno

    Ho un grosso debito verso un creditore e verso lo stato, ho bisogno quindi di non ereditare il 50% della casa che un giorno i miei genitori lasceranno a me e mia sorella. Ai miei genitori è stato consigliato di fare testamento e di lasciare l’intera casa a mia sorella, specificando di aver gia dato a me la mia parte in denaro durante la loro vita. Vorrei sapere se qualche debitore potrà impugnare un simile testamento. grazie.

    Alessandro

    • Simone di Saintjust 13 luglio 2013 at 21:20

      La Corte di Cassazione, che, con la sentenza numero 11737 del 15 maggio 2013, ha sancito che: Così come non è consentito al testatore di privare il legittimario della sua quota di riserva, ugualmente non gli è consentito ottenere il medesimo risultato mediante una dichiarazione testamentaria con cui si afferma di aver già tacitato il legittimario della sua quota di riserva mediante donazioni fatte in vita. In entrambe le situazioni il legittimario può esercitare l’azione di riduzione, spettando al soggetto interessato a far valere la validità della dichiarazione l’onere di provare che il legittimario è stato realmente tacitato mediante pregresse donazioni.

      D’altra parte, l’articolo 2901 del codice civile prevede che il creditore possa domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio coi quali il debitore rechi pregiudizio alle proprie ragioni.

      In altre parole, i creditori possono adire l’autorità giudiziaria per chiedere la revocatoria della rinuncia del legittimario all’azione di riduzione, ai sensi dell’articolo 2901 del codice civile. Sua sorella dovrà allora dimostrare che non c’è stata violazione della quota di legittima, fornendo prova della donazione indiretta di cui ha beneficiato il fratello, in vita del disponente.

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