Enorme debito con Equitalia che non sono in grado di pagare

Ho un grande (enorme) debito con l'agenzia delle entrate che ovviamente non sono in grado di pagare. Risulto completamente nullatenente (vivo all'estero, ma ho ancora la residenza in Italia, in un garage vuoto).

La domanda è : quando i miei genitori verranno a mancare, metà della casa andrà a mia sorella e metà a me. Io posso (voglio) che la casa vada tutta a mia sorella. Rischio però che equitalia si opponga e pignori la mia quota?!

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Stai leggendo Enorme debito con Equitalia che non sono in grado di pagare Autore Simone di Saintjust Articolo pubblicato il giorno 27 novembre 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 30 aprile 2017 Classificato nella categoria cartelle esattoriali - domande e risposte del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

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  • domenicapa 16 maggio 2016 at 11:28

    Spero di riuscire a convincere mia madre a vendere almeno la casa dove abita lei non facendo toccare questa dove ho il comodato d’uso gratuito rilasciatomi da mio padre .. cosa che aprirebbe la rivalsa a mia sorella su altri fronti.

    La mia era una domanda per proteggere quella casa e farla arrivare a mia figlia non avendo la possibilità di acquistarne una, e la paura e questa che uando mia madre morirà lei si fa avanti e rischio anche di perdere la casa in cui sono, non avendo buoni rapporti con mia sorella e comunque soldi per poi affrontare le varie spese.

    Per questo ho richiesto il vs parere.

    • Ornella De Bellis 16 maggio 2016 at 11:45

      L’augurio è che la situazione non confermi il famoso proverbio secondo il quale fra i due litiganti (le due sorelle) il terzo (Il creditore) gode.

  • domenicapa 15 maggio 2016 at 21:13

    Leggendo l’articolo del signore che vive fuori italia rispecchia quasi la mia situazione.

    Mia madre oramai ottantenne vedova e proprietaria di un appartamento dove vive e in piu alla morte di mio padre ha ereditato il 50% di altre due abitazioni: in una ci sono io con i miei figli e un’altra è un vecchio villino a mare che non viene più usato da nessuno, ma tutte le tasse arrivano a lei come la casa di sua proprietà, negli anni man mano ha finito i soldi messi da parte e non e riuscita a pagare dei tributi sia sulla casa di sua proprietà che su quella villa al mare, ora si è fatto un bel cumulo e leggevo che una soluzione potrebbe essere quella della donazione o della vendita volevo delle delucidazioni.

    Con la soluzione della donazione: da quello che ho capito si consolida dopo dieci anni dopo l’atto di donazione ma sicuramente richiedono la revocazione. Quindi non credo sia una soluzione perseguibile se si fa ad esempio la donazione a mia figlia che e la nipote ( essendo la nipote ci son problemi?) o e una soluzione da valutare?

    Cioè la revocazione viene richiesta anche se il beneficiario in questo caso è la nipote? o sarebbe un terzo parente o conoscente?

    2 soluzione) se faccio vendere la casa a mia figlia essendo la nipote ci son problemi? o può venderle la casa di sua proprietà a un prezzo irrisorio? e vendere anche la quota dove io ora risiedo cioe il 50% che ha ereditato da mio padre? Chiedo questo perché ci abito io in comodato d’uso (gratuito per lo più non registrato) lasciato in forma solo in scrittura privata da mio padre, il problema e che lei ha il 50 % in + rientra una altra volta del 30% e io e mia sorella abbiamo il 10%. Io rischio su questa proprietà come successione quando morirà mia madre per la successione, che posso fare? Dove io vivo, so che se accetto la successione i debiti andranno a me e questo e un problema sono mamma single e tiriamo giusto con lo stipendio avanti.

    3 soluzione) una donazione di mia madre che in vita per mia figlia e lei poi la vende a sua volta a uno di famiglia o a me. Diciamo virtualmente con un tesoretto in contanti e senza transizioni bancarie?

    • Simone di Saintjust 16 maggio 2016 at 04:28

      La donazione (alienazione del bene non onerosa) è sempre revocabile entro il quinquennio che decorre dalla data dell’atto.

      La vendita (alienazione del bene onerosa) non è revocabile se, e solo se, l’acquirente è un terzo (non parente o affine del debitore che vende), se destina il bene ad abitazione principale (nell’immobile ci va a vivere lui o un familiare), se il prezzo è in linea con quelli di mercato e se il movimento di denaro è effettivo (tracciabile).

      Il debitore che possiede beni immobili, non ancora ipotecati o pignorati, che non vuole pagare i propri creditori e vuole evitare la rinuncia all’eredità ai propri eredi, deve liquidare il proprio patrimonio immobiliare e spendere il ricavato in donne, gioco e champagne …

  • santoli 24 ottobre 2013 at 16:09

    Salve,
    E da circa tre anni che la mia attivita è in sofferenza, ed è per questo che ho lasciato indietro diverse cose da pagare in sospeso (inps, iva, etc) con la speranza di recuperare quando il lavoro si fosse ripreso. Speranza vana, perche le cose vanno sempre peggio e entro fine anno chiudo baracca e burattini, lasciando due dipendenti a casa. I debiti tributari sono di circa 40 mila euro, e probabilmente un debito con un fornitore di 25 mila euro. La mia societa è una sas, con il sottoscritto come accomandatario e la mia compagna accomandante. Viviamo in un casa a lei intestata, macchina a lei intesta, con mutuo in essere sempre intestato a lei.
    Personalmente ho solo un appartamento modesto in altra regione, donatoda mio padre a me e mia sorella suddiviso al 50% ,con usufrutto. Putroppo però è deceduto un paio di anni fa.
    Alla luce di questo, cosa posso fare per quest’ultima ed unica proprietà, affinche rimanga almeno nella disponibilita delle mie figlie?
    Grazie

    • Simone di Saintjust 24 ottobre 2013 at 18:51

      La soluzione unica al suo problema è quella di porre in vendita la casa, per intero, ad un soggetto terzo e a prezzo di mercato. La sua quota del ricavato, prima che abbiano corso eventuali azioni esecutive promosse dai debitori, va gradualmente spostata sul conto corrente intestato a persona che goda della sua fiducia.

      Anche se Equitalia non può espropriare immobili di proprietà del debitore per debiti inferiori ai 120 mila euro, può però iscrivere ipoteca. Il bene pignorato, di conseguenza, manterrebbe, per i proprietari, il solo valore riconducibile ad un diritto di abitazione. Circa poi l’eventuale perplessità di sua sorella, comproprietaria del bene e non debitrice, sulla convenienza economica della vendita per l’intero, va ricordato che, in queste fattispecie, il giudice tenta dapprima la collocazione sul mercato della quota di proprietà esclusiva del debitre, poi la suddivisione fisica del bene. Qualora la quota risultasse invenduta ed il bene non fisicamente divisibile (pressoché nella totalità dei casi di espropriazione di appartamenti) l’immobile verrebbe comunque espropriato per l’intero.

      In queste circostanze il comproprietario non debitore (sua sorella) si troverebbe con la quota del 50% del ricavato di un bene svenduto e per il risarcimento dei danni dovrebbe far causa al debitore (suo fratello). Non mi sembra una prospettiva molto allettante.

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