Cambio di domicilio - La procedure per continuare a fruire del servizio sanitario nazionale

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Per quanto riguarda il cambio di domicilio, questo non è certificabile da un ufficio anagrafe ma è possibile fare un’autocertificazione ai sensi e per gli effetti dell’articolo 46 del DPR numero 445/2000 (Dichiarazione esente da imposta di bollo ai sensi dell’articolo 37 DPR 28 Dicembre 2000 numero 445).

Per quanto riguarda invece l’assistenza medica, se la permanenza si protrae per almeno tre mesi è possibile scegliere un medico oprante nella zona del domicilio.

Nel caso in cui lo spostamento sia motivato dallo svolgimento di un’attività lavorativa, occorre rivolgersi allo sportello di Scelta e Revoca del Distretto Socio-sanitario muniti di SISS (il tesserino sanitario plastificato), Codice Fiscale, autocertificazione di domicilio e un certificato del datore di lavoro, che attesti lo svolgimento, nel luogo scelto come domicilio, di un’attività lavorativa. All’atto della richiesta va comunicato il domicilio presso il quale si é reperibili in caso di eventuale visita fiscale.

30 Aprile 2013 · Tullio Solinas

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Stai leggendo Cambio di domicilio - La procedure per continuare a fruire del servizio sanitario nazionale Autore Tullio Solinas Articolo pubblicato il giorno 30 Aprile 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 Giugno 2016 Classificato nella categoria famiglia e lavoro - sostegno al reddito - isee e nucleo familiare - domande e risposte

Commenti e domande

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  • Umbecot 27 Agosto 2014 at 13:49

    Non esiste la possibilità di fare una dichiarazione all’anagrafe stessa confermando che i miei figli sono residenti con mia moglie?

    • Simone di Saintjust 27 Agosto 2014 at 15:00

      Anche quella sulle residenza è un dichiarazione, ma non l’hanno accettata. L’impiegata deve riferirne il motivo. Oppure non le resta altro che conferire con il Responsabile.

  • Umbecot 27 Agosto 2014 at 12:02

    Per questioni mie private devo avere una residenza diversa da quella di mia moglie ed i bambini, e mi trovo ora a discutere con una impiegata comunale che vuole costringermi a prendere anche a me la stessa residenza della moglie e figli. Posso io rifiutarmi e continuare ad avere la residenza che ho attualmente senza essere costretto a cambiarla? so che esiste un modulo per dichiarare che i miei figli sono residenti e quindi appartenenti al nucleo familiare di mia moglie mi sapete dire che tipo di modulo è e dove trovarlo in modo da sistemare questa situazione.

    Se l’addetta all’anagrafe continua ad imporsi con questa forzatura cosa posso fare nei suoi confronti,nessuna azione legale vorrei solo far rispettare i miei diritti di cittadino quindi opterei per un richiamo semmai ma a chi devo porre il problema

    • Simone di Saintjust 27 Agosto 2014 at 13:33

      Mi spiace ma non saprei cosa dirle: può solo scegliere se chiamare il 118 o chiedere di conferire con il Responsabile dei servizi d’anagrafe.

      La residenza è quella che viene dichiarata dal cittadino, salvo a negarla con motivazioni fondate e successive ad accertamenti della polizia municipale (ad esempio la reiterata irreperibilità del soggetto dichiarante dal luogo eletto a residenza).

      Da anni ormai, uno dei coniugi può avere residenza (risultante dallo stato di famiglia) diversa da quella dell’altro coniuge (al limite convivente con i figli). Il che non cambia nulla per quanto riguarda la corresponsione degli eventuali assegni familiari, per il diritto alle detrazioni fiscali spettanti per l’altro coniuge e i figli a carico, per la composizione del nucleo familiare ai fini ISEE.

      Anzi, i coniugi non conviventi possono addirittura scegliere la residenza coniugale (necessaria per individuare i componenti del nucleo familiare) presso la residenza del marito o quella della moglie. Indipendentemente dalla scelta operata e dalla residenza di ciascuno dei due, entrambi i coniugi ed i figli continuano a far parte dello stesso nucleo familiare.