Versamento contanti in banca per denaro conservato in casa - Potrebbe rappresentare un potenziale indizio di redditi percepiti in nero e mai dichiarati

Per molti anni io e mia moglie abbiamo conservato denaro contante a casa per un totale di 25 mila euro frutto i risparmi, regali eccetera dei miei genitori. La paura dei continui furti nelle abitazioni però ci ha fatto versare i contanti nel conto corrente suddividendoli in tre anni 2015-2016-2017 e restando sempre attenti a non superare i limiti del contante. Ora mi chiedo potremmo avere problemi con questa cifra circa 8 mila euro all'anno senza prove scritte?

Nella migliore delle ipotesi (escludendo dunque la possibilità di riciclaggio di denaro proveniente da fatti illeciti) il fisco, ottenuta la segnalazione dalla banca dove verrà depositato il gruzzoletto, potrebbe immaginare che si tratti di redditi percepiti in nero e mai dichiarati: il consiglio, per evitare complicazioni, è di continuare a frazionare i depositi diluendoli (di molto) nel tempo, oppure valutare l'utilizzo di una cassetta di sicurezza.

Ricordiamo che la conversione in legge del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio ha nuovamente messo mano alla soglia da cui scatta il divieto di utilizzare i contanti per i pagamenti, portandola da 3 mila a 2 mila euro a partire dal primo Luglio 2020 e poi a mille euro a far data dal primo gennaio 2022. Si tratta di limiti che intervengono nel trasferimento di denaro per qualsiasi ragione: in pratica, salvo modifiche, dal primo gennaio 2022 per comprare un qualsiasi bene del costo superiore o uguale a mille euro, non sarà possibile pagare in contanti.

Per le violazioni commesse e contestate dal 1/7/2020 la sanzione minima applicabile sarà di 2 mila euro; dal 1/1/2022 varierà ulteriormente a mille euro.

Fino al 30 giugno 2020, pertanto, il limite di utilizzo dal contante resta ancorato all'importo di tremila euro, che rappresenta anche il limite oltre al quale, in caso di versamento di contanti in conto corrente, la banca potrebbe procedere a segnalare il correntista agli organi di vigilanza competenti.

14 gennaio 2020 · Annapaola Ferri

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