Vendita casa coniugale a seguito di accordo di separazione


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Il 25 luglio 2013 io ed il mio ex marito ci siamo separati consensualmente: nell’accordo io ho ottenuto di continuare a vivere con i nostri tre figli nella casa coniugale, cointestata al 50% ad entrambi (anche se interamente pagata dai miei genitori). Sulla casa gravava un mutuo che mi sono accollata interamente, con l’impegno da parte del mio ex marito di restituirmi le rate versate dal deposito della separazione nel momento in cui avessimo deciso di vendere l’immobile. L’atto di separazione cita la seguente frase:”le rate resteranno a carico della moglie nella misura pari al 100% dalla data di presentazione della separazione sino alla data della vendita della casa; i coniugi concordano che la moglie avrà diritto alla restituzione delle rate pagate dalla stessa dalla data di deposito del presente ricorso per separazione alla data di vendita effettiva della casa coniugale, con decurtazione delle somme dal ricavato della vendita della casa coniugale.” Nel 2018 viene emessa la sentenza di divorzio nella quale di comune accordo inseriamo un impegno a donare la casa ai figli, impegno non vincolante. Oggi, a seguito di vicende personali di entrambi, abbiamo deciso di comune accordo di vendere la casa coniugale, impegnandoci a versare una somma del ricavato in un fondo intestato ai figli quale contributo per i loro studi futuri, e di dividere la somma come indicato nella sentenza di separazione. Qui nascono i dubbi. Vogliamo concretizzare con una scrittura privata un nuovo accordo. La casa coniugale ha un valore stimato di € 250.000,00. Io ho versato rate di muto per circa € 60.000,00. A quanto ho compreso, io in sede di rogito notarile dovrei prendere € 125 mila più € 60 mila per un totale di € 185 mila. Il mio ex marito invece, sostiene che in sede di rogito io debba prendere € 30 mila quale mia quota di mutuo versata, e la metà di € 220 mila (totale vendita dedotta la quota di mutuo), per un totale di € 140 mila . Solo successivamente lui mi restituirà i restanti € 30 mila. Così facendo però, io andrò a perdere una parte della somma delle rate pagate per il mutuo, prendendo un totale di € 170 mila a fronte di € 185. In base alla frase inserita nell’atto di separazione, quale è il procedimento giusto da seguire? Il mio ex marito sostiene che non si può procedere diversamente per una questione fiscale, senza portare una concreta motivazione a supporto della sua teoria. Ma se inseriamo la sentenza nell’atto di compravendita non è regolare? Ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali saluti.

La posizione di suo marito non ha alcun fondamento, almeno in base all’analisi di quanto lei riferisce: lei dovrebbe ricevere metà del ricavato della vendita dell’immobile più l’importo di 60 mila euro, pari alle rate del mutuo da lei anticipate per entrambi.

Probabilmente suo marito basa le proprie considerazioni su qualche aspetto dell’accordo divorzile su cui c’è disaccordo di interpretazione o da lei qui taciuto.

6 Giugno 2021 · Marzia Ciunfrini



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