Pignoramento del trattamento di fine rapporto del coerede per debiti del de cuius


Può l’Agenzia delle Entrate Riscossione pignorare, anche se nella misura di legge, il trattamento di fine rapporto di un solo erede (soggetto A) per debiti che sono emersi dopo la morte del de cuius avvenuta anni fa, nonostante ci siano beni mobili in eredità assegnati ad altri fratelli?

Visto che il trattamento di fine rapporto è un bene del soggetto A che cadrebbe in successione ai figli di A, l’espropriazione potrebbe realizzarsi ancor prima della definita successione?

I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e dei pesi ereditari, in proporzione alle quote ereditarie che loro spettano: è quanto dispone l’articolo 752 del codice civile.

Indipendentemente da come sia stato ripartito l’attivo dell’asse ereditari, dunque, ciascuno dei coeredi risponde, secondo la medesima quota ereditaria con cui è stato ripartito l’attivo, dei debiti del de cuius emersi successivamente al decesso e non ancora prescritti.

Se, pertanto, un coerede ha diritto al Trattamento di Fine Rapporto (TFR), tale somma può essere pignorata in misura del 20% e fino al massimo della quota ereditaria del passivo lasciato dal de cuius ed a lui spettante.

Qualsiasi bene di proprietà (non solo il TFR) cade in successione agli eredi legittimi: ciò non può impedire che, se il proprietario è debitore, tali beni possano essere espropriati per soddisfare i crediti insoddisfatti vantati nei suoi confronti, prima che passino in successione agli eredi legittimi, o prima che possano essere oggetto di disposizione da parte del debitore stesso.

26 Dicembre 2018 · Ludmilla Karadzic



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