Tassa sulle mance? – La sentenza della Cassazione che fa tremare i lavoratori


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Ho letto su un articolo redatto da un noto quotidiano e postato su Facebook, che, grazie ad una strana sentenza della Corte di Cassazione, sarà possibile per lo stato anche tassare le mance che vengono elargite ai lavoratori.

E’ vero o si tratta di suggestione?

Il caso è partito dopo quanto successo con un capo ricevimento di un lussuoso Hotel a 5 stelle della Costa Smeralda, al quale l’Agenzia delle Entrate aveva catalogato come reddito da lavoro dipendente non dichiarato circa 8 4mila euro ricevuti dai clienti sotto forma di mancia: il concierge ha quindi chiamato in causa la Cassazione, sostenendo che non ci fosse alcuna norma a sostegno della tesi dell’agenzia fiscale della pubblica amministrazione.

Con la sentenza 26512 i giudici di ultima istanza hanno stabilito che le tasse vanno pagate anche sulle mance essendo equiparabili a reddito da lavoro dipendente.

Sciolto un nodo, ecco che se ne crea un altro: come controllare le mance e pervenire agli evasori?

Va innanzitutto sottolineato che una circolare dell’Agenzia delle Entrate, emanata nell’anno 2018, aveva dichiarato non tassabili le donazioni “di modico valore”, quindi presumibilmente anche le mance che i clienti lasciano a volte a camerieri, conducenti di taxi o parrucchieri.

Richiamando l’articolo 51 del Testo Unico, la Corte Suprema però ha rimesso tutto in discussione, lasciando pendente la risposta alla domanda su chi dovrebbe eventualmente scovare i non dichiaranti.

Una soluzione potrebbe avere a che fare con controlli sul campo per mano della Guardia di Finanza, i cui uomini già verificano l’emissione dello scontrino.

A questo punto, nei compiti dei poliziotti rientrerebbe anche quello di accertarsi di eventuali mance elargite al personale dipendente, ma non si tratterebbe comunque di un metodo abbastanza efficace da tenere traccia di un numero molto ampio di transazioni.

Potrebbe essere d’aiuto esaminare quanto succede negli Stati Uniti, dove lasciare una mancia al cameriere è un’usanza ben più consolidata che in Italia.

Il compito di rendicontare le donazioni è in capo allo stesso soggetto ricevente, che, in mancanza di una puntuale denuncia degli introiti, si espone al rischio di multe e sanzioni.

Un esempio italiano di successo è quello dei croupier nei casinò, le cui mance vengono tassate al 75%. In questo caso però il meccanismo è molto semplice, perché le donazioni sono erogate in fiches, che possono essere registrate nel momento in cui vengono cambiate alla cassa.

Anche i camerieri dei Casinò sottostanno a un regime di tassazione, calcolato però sul 100% dell’importo ottenuto.

5 Ottobre 2021 · Andrea Ricciardi



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