L’anticipo del Trattamento di Fine Servizio per dipendenti pubblici

Sulla gazzetta ufficiale è stata pubblicato il decreto 51/2020 (regolamento in materia di anticipo del TFS/TFR, in attuazione dell’articolo 23, comma 7, del decreto legge 4/2019) che consente poter chiedere il TFS fino a 45 mila euro al tasso inferiore al 2% tramite anticipo bancario. Può chiedere il TFS chi ha pignoramento e cessioni in corso?

Il decreto che consente l’anticipo del TFS maturato, ai pensionati ex dipendenti pubblici, entrerà in vigore il 30 giugno prossimo venturo: bisogna qui ricordare, per apprezzare la portata del provvedimento, che il pensionato, ex dipendente pubblico, deve attendere 24 mesi dalla data del pensionamento (se la cessazione sia avviene con pensione anticipata) o 12 mesi se invece la cessazione interviene per effetto di pensione di vecchiaia o per avere raggiunto il massimo dell’anzianità di servizio.

Grazie al decreto legge 51/2020 il pensionato della Pubblica Amministrazione potrà ottenere un anticipo sul Trattamento di Fine Servizio (TFS) maturato, fino a un massimo di 45 mila euro, erogato dagli istituti di credito aderenti (il cui elenco sarà pubblicato sul sito dell’Abi non appena sarà ufficializzata la Convenzione tra l’ABI – Associazione bancaria italiana – e la Funzione pubblica). Gli interessi pagati saranno detraibili al 50% dalla dichiarazione dei redditi. Senza dover attendere la liquidazione del TFS

Trattandosi dell’anticipazione di un importo già maturato dal pensionato avente diritto, ed essendo il prestito rimborsato al creditore direttamente dalla Pubblica Amministrazione, non sono necessarie valutazioni sulla sostenibilità della rata di rimborso rispetto all’importo della pensione netta percepita dal debitore pensionato: quindi è ininfluente la presenza di eventuali cessioni e/o pignoramenti gravanti sul rateo pensionistico.

18 Giugno 2020 · Tullio Solinas

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