Riscossione coattiva esattoriale – Pignoramento del conto corrente


Per problemi legati alla mia vita personale e ad attività professionali non andate a buon fine (se non per qualche periodo), l’agenzia entrate e riscossione mi ha mandato 2 notifiche di pagamento riguardanti mancati versamenti di Iva, Irpef, Inps e varie amministrative (non sono un evasore consapevole ma ho eluso per poter sopravvivere). La prima notifica in data 29-05-2019 per cartelle dal 2017 al 2019. La seconda in data 10-01-2020  per cartelle che vanno dal 2006 al 2018. Non avendo altri beni di proprietà, ovviamente sono stati pignorati i conti correnti su cui giacevano in tutto poco più di 3.000 euro. Siccome l’importo complessivo di tutte le cartelle è molto più consistente e io non posso sanare la mia posizione, mi chiedo se dopo questi atti l’agenzia potrà farne altri sempre con riferimento a quelle cartelle.

Io ho aperto un altro conto su cui mi arrivano occasionali e piccoli bonifici ma spero tanto che nel frattempo i miei debiti vadano in prescrizione o vengano estinti. Cosa potete dirmi al riguardo?

E’ consigliabile non cullarsi nella possibilità di prescrizione dei debiti esattoriali: ormai i sistemi informativi della Pubblica Amministrazione in generale, e dell’Agenzia delle Entrate Riscossione in particolare, son congegnati in modo da evitare la prescrizione decennale del diritto di riscossione di qualsiasi credito, provvedendo a segnalare in automatico l’esigenza di notificare al debitore una comunicazione interruttiva dei termini di prescrizione.

Piuttosto, se possibile, converrebbe approfittare della rottamazione quater a saldo stralcio che lo Stato Italiano sarà costretto, prima o poi, a mettere in cantiere, vista la conclamata situazione nazionale ed internazionale di assoluta impossibilità dei debitori di riuscire a saldare i propri debiti.

Per il resto, se c’è un credito residuo da recuperare, l’Agenzia delle Entrate Riscossione può pignorare mille volte il conto corrente aperto dal medesimo debitore inadempiente presso qualsiasi istituto bancario operante in Europa. Purtroppo, non c’è scampo.

29 Dicembre 2020 · Paolo Rastelli



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