Rifiuti RAEE – Cosa sono e come smaltirli correttamente





RAEE è un acronimo che sta per “Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: ecco come smaltirli.





Ho in cantina diversi dispositivi, sia elettronici che non, che fanno parte dei cosiddetti rifiuti RAEE: vorrei sapere in che modo smaltirli correttamente o, magari, riutilizzarli.

Come fare?

RAEE è un acronimo che sta per “Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche“: in pratica, si tratta di tutti quegli oggetti, proprio come i tuoi, che per funzionare dipendono dalla corrente elettrica collegati alla rete oppure alimentati da pile e batterie e che decidiamo di buttare quando non funzionano più o sono diventati obsoleti.

Parliamo quindi di elettrodomestici di ogni dimensione: computer, cellulari, televisori, lampadine a risparmio energetico, orologi, radiosveglie, videogiochi. E ancora di macchine fotografiche, ferri da stiro, videoregistratori, modem, etc.

I RAEE rappresentano una vera e propria sfida ambientale: contengono infatti importanti materie prime (ferro, alluminio, plastica, rame, ma anche oro e grafite) e ricavarle dai RAEE richiede meno energia e provoca meno sprechi rispetto all’estrazione dalle miniere.

La raccolta differenziata dei RAEE permette quindi di effettuarne il riciclo, cioè consente di farli tornare a essere materie prime.

Allo stesso tempo, però, i RAEE contengono sostanze inquinanti per l’ambiente e per l’uomo.

Se è quindi vero che i RAEE sono una miniera di materie prime, bisogna tenere presente che il processo di estrazione di queste materie deve essere in grado di intercettare e smaltire tutte le sostanze inquinanti. Si calcola che se l’Italia riuscisse a intercettare tutti i RAEE oggi dispersi e ad avviarli a un corretto trattamento, si potrebbero riciclare altre 380mila tonnellate di materie prime, di cui 209mila di ferro, 18mila di rame, 14mila di alluminio e 106mila di plastica.

Purtroppo però molti RAEE restano dispersi, anche a causa di un “mercato parallelo“: molti finiscono infatti nelle mani di operatori interessati alle materie prime (che consentono un guadagno) ma che non si curano affatto delle sostanze inquinanti (la cui eliminazione comporta costi rilevanti). È invece importante che i RAEE vengano consegnati solo ai soggetti a cui la normativa (decreto legislativo 49/2014) affida il compito di effettuare la raccolta.

Se da un lato, bisogna combattere contro sistemi di gestione e smaltimento illecito, dall’altro è fondamentale ricordare ai cittadini l’importanza della raccolta differenziata. Ciò che devi tenere bene a mente è che i RAEE non possono essere gettati nell’indifferenziato o abbandonati chissà dove a casa.

Dai RAEE, anche i più piccoli, si possono infatti ricavare tantissimi materiali da riciclare: si calcola che, se ben gestite, l’87% delle materie prime di cui è fatto l’elettrodomestico può trovare una seconda vita. Certo è che bisogna semplificare la vita ai consumatori, aumentando i punti dove poter portare facilmente i propri rifiuti elettrici ed elettronici.

Quali sono dunque i canali attraverso i quali smaltire correttamente i RAEE?

Ne hai a disposizione tre:

  • l’isola ecologica del tuo Comune (puoi richiedere anche il ritiro a domicilio).
  • l’”Uno contro Uno”: quando compri un nuovo elettrodomestico, ad esempio il frigorifero o la lavatrice, hai il diritto di consegnare gratuitamente quello vecchio al negoziante perché provveda al suo smaltimento: ecco perché questa norma si chiama Uno contro Uno. Unica regola: l’elettrodomestico consegnato deve essere equivalente a quello comprato. In altre parole, se compri un frigorifero, puoi dare indietro il vecchio frigorifero, non ad esempio un forno a microonde. Se la consegna del nuovo prodotto avviene a casa tua, il ritiro di quello da buttare deve essere gratuito.
  • l’Uno contro zero: dal 2016 è in vigore anche il decreto ministeriale “Uno contro Zero”: significa che puoi portare i tuoi piccolissimi RAEE (misura massima entro i 25 cm) presso qualsiasi punto vendita che abbia una superficie superiore a 400m2 anche se non devi comprare nulla.

2 Febbraio 2023 · Andrea Ricciardi


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