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Ricorso al giudice di pace per opposizione a sovrapprezzo per emissione di biglietto a bordo treno – Meglio lasciar perdere

Sono uno studente universitario fuori sede regionale e dopo aver sostenuto un esame, per rientrare nella località della mia residenza, ho preso un treno intercity nonostante la biglietteria di stazione mi avesse negato l’acquisto del regolare titolo di viaggio per quel treno, motivando il diniego per mancanza di posti a sedere con prenotazione obbligatoria.

Alla piattaforma di partenza il controllore al contrario affermava che i posti a sedere di quel treno erano ancora disponibili e che potevo salire, con successiva emissione del biglietto a bordo. Questa procedura ha comportato però la richiesta del pagamento di una sanzione da sommare al costo del biglietto ordinario.

A seguito del mio rifiuto di sottostare alla sanzione per la contraddittoria disposizione della biglietteria di stazione,T renitalia con processo verbale trasmessomi con Raccomandata AR, formalizzava la presunta irregolarità della mia contestazione, ingiungendo il pagamento delle somme dovute entro 30 giorni, fatto salvo il diritto di oppormi ai sensi del’art. 85 DPR- art.22 L. 689/81 nello stesso termine temporale.

Apprezzerei un vostro suggerimento su come chiudere la pratica.

Anche mio figlio, studente universitario, spesso si muove da Lunghezza (frazione capitolina) alla fermata dell’Università La Sapienza qui a Roma, utilizzando i convogli regionali Trenitalia. Il costo del biglietto, acquistato alle macchine distributrici automatiche collocate in stazione (non c’è biglietteria a Lunghezza) o presso qualsiasi distributore autorizzato nella Capitale, costa 1.5 euro.

Talvolta gli capita di prendere il treno al volo, senza aver prima acquistato il biglietto: avverte il personale di bordo (il controllore) e si accomoda al posto a sedere (quando c’è). Il controllore, poi, passa ed emette un biglietto a bordo al costo di euro 6.5, ovvero il costo normale del biglietto più 5 euro per il diritto di emissione del biglietto in viaggio. Non si tratta di una sanzione per viaggiatore sprovvisto di titolo di viaggio (che ammonterebbe a circa 100 euro), ma di un sovrapprezzo per evitare che tutti i pendolari (e studenti universitari occasionali che vanno in sede per frequentare corsi o sostenere esami) possano decidere di salire a bordo del treno, senza essersi prima muniti di biglietto, costringendo chi dovrebbe solo controllare i titoli di viaggio a fare un mestiere ormai demandato alle macchine emettitrici automatiche o ai rivenditori autorizzati.

Faccia il rapporto fra il costo del biglietto ordinario su Intercity (con prenotazione obbligatoria) per il tratto utilizzato ed 1.5 euro. Moltiplichi il risultato ottenuto per 5 (euro) e dovrebbe ottenere quella che lei riteneva (a torto) una sanzione e che era, invece, un sovrapprezzo dovuto per regolamento.

Alla fine della fiera, il suggerimento è questo: paghi il costo del biglietto, il diritto di emissione del biglietto a bordo e la sanzione (adesso sì che si tratta di una sanzione) per aver rifiutato di corrispondere al controllore quanto dovuto. E lasci perdere il Giudice di Pace, altrimenti la pratica, prima che sia chiusa, le verrà a costare ancora (e molto) di più.

5 marzo 2020 · Patrizio Oliva

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