Recupero crediti su pensione di invalidità


Mia moglie, pensionata d’invalidità al 100%, ha contratto un prestito con una finanziaria che non riesce più a pagare da quasi un anno, infatti le è appena giunta la famosa comunicazione di decadenza del beneficio del termine.

La sua pensione su cui già grava una trattenuta per quinto ottenuta ancora quando lavorava 7 anni fa non è stata per ora attaccata, ma non è neppure rinnovabile dato che tutte le assicurazioni al momento attuale non danno l’ok ai malati oncologici, per cercare di appianare la sua posizione debitoria.

La sua pensione d’invalidità di 840 euro netti su cui grava trattenuta del quinto da 130 euri che scadrà fra 3 anni, potrà essere ulteriormente pignorata?

Verrà di conseguenza attaccata anche la mia futura pensione di circa 1100 euro netti?

Io vorrei chiedere un prestito da pensionato fra alcuni mesi, ma mi domando se nel caso la finanziaria di mia moglie chiederà un pignoramento sul mio conto ( penso sicuro al 100%) con trattenuta su pensione , metti nel caso arrivassero 20000 euro sul mio cc da finanziamento, la finanziaria potrebbe ripulirmeli nonostante io già paghi pignoramento per suo debito?

E se suo padre decidesse di farle una donazione sempre con bonifico su cc, potrebbero fare brutta fine pure quelli?

La pensione di invalidità è un sussidio statale e come tale non è pignorabile: lei poi ci chiede di sapere se, per riscuotere il prestito non rimborsato dalla moglie è a rischio pignoramento la pensione del marito.

Sicuramente ciò è possibile se il marito ha fatto da garante alla moglie oppure se il prestito erogato alla moglie e da costei non rimborsato era finalizzato ad una spesa sicuramente riconducibile ad esigenze della famiglia. Anche il conto corrente del marito è a rischio, nelle ipotesi indicate.

A tale proposito, chi pone il quesito è pregato di formulare domande chiare e possibilmente univoche, senza trascurare dettagli fondamentali per consentire a noi di fornire una risposta corretta. Altrimenti si rischia l’eliminazione del post.

Se la moglie non salda il debito, difficilmente il marito riuscirà ad avere un prestito: la banca o la finanziaria erogante, infatti, nella fase istruttoria pretende sempre uno stato di famiglia dal richiedente, che serve a verificare se qualche componente della famiglia anagrafica del richiedente risulta segnalato come cattivo pagatore.

Se la moglie saldasse il debito oggi, solo fra tre anni (da oggi) potrebbe non essere più censita nei Sistemi di Informazione Creditizia (SIC) e spesso neanche questo sarebbe sufficiente ad evitare al marito un diniego del prestito richiesto per la presenza, sempre più incisiva, delle banche dati non ufficiali e occlute dei cattivi pagatori (della serie, cattivo pagatore una volta, cattivo pagatore per sempre).

Per finire, se la moglie ricevesse un bonifico dal padre sul proprio conto corrente, l’importo accreditato potrebbe essere pignorato dal creditore. Come abbiamo già accennato, qualora il marito risultasse garante del prestito erogato alla moglie (e rimasto insoddisfatto), e il bonifico del suocero avvenisse sul conto corrente del genero, anche il conto corrente del garante potrebbe essere pignorato dal creditore della moglie.

6 Ottobre 2021 · Rosaria Proietti



Condividi e vota il topic


condividi su FB     condividi su Twitter    

Seguici su Facebook

Vota il topic se ti è stato utile

Approfondimenti

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Debiti e recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Recupero crediti su pensione di invalidità