Recupero crediti per cambiali firmate a copertura di un debito di relazione

Scrivo per sapere se qualcuno può darmi indicazioni in merito a un fatto che mi preoccupa tanto: non ricordo se era nel 2010 o nel 2011 firmai delle cambiali (purtroppo non si dovrebbe mai fare, e ho sbagliato) a garanzia di un prestito Agos chiesto dalla persona con cui convivevo e che non riusciva a pagare le rate.

Dopo due anni lasciai questa persona che mi creava problemi economici e danni, e in seguito di stalking con tutta una serie di difficoltà che lascio immaginare, comprese denunce che ho dovuto fare, dissi che pagavo tutto il resto ma che alle rate ci doveva provvedere perché non ce la facevo più.

Non ho mai ricevuto nulla in tutto questo tempo, nei vari cambi di indirizzo, in tutto tre, mai ricevuto raccomandate nè niente! Ma lo scorso anno vedo una lettera col mio nome e cognome messa sopra la fila delle cassette posta, nel luogo in cui lavoro, ma che non è il mio indirizzo abitativo!

Era una lettera di una società recupero crediti che senza riportare altro se non “credito ceduto da ifis” totale 24 mila euro da pagare entro il giorno dopo, da allora non dormo, e penso sempre a questo, quella persona mi ha lasciato con un sacco di debiti, derubandomi addirittura e non potrei mai pagare una cifra simile, da allora non ci sono state altre lettere, son passati molti mesi, non so cosa potrebbe accadere, non ho beni ne case, ne auto.

La situazione purtroppo, la vede personalmente firmataria di cambiali non onorate che costituiscono un titolo esecutivo e il decorso della prescrizione del diritto del cessionario di esigere il credito è stato interrotto dalla notifica presso il luogo di lavoro. E, comunque, la prescrizione non decorre dalla data di emissione della cambiale, ma da quella di scadenza e, quindi, di inadempimento.

Gli accordi verbali con il suo ex compagno (em>dissi che pagavo tutto il resto ma che alle rate ci doveva provvedere perché non ce la facevo più) sono irrilevanti.

Quello che può aspettarsi è il pignoramento dello stipendio nella misura del 20% della retribuzione mensile (al netto delle ritenute fiscali e contributive).

Quindi, non dovrà pagare il debito in un’unica soluzione, ma ratealmente.

29 Giugno 2020 · Ludmilla Karadzic

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