Quanto offrire nel tentativo di perfezionare un accordo transattivo a saldo stralcio finalizzato a rimborsare un credito rimasto insoddisfatto


Quanto offrire nel tentativo di perfezionare un accordo transattivo a saldo stralcio finalizzato a rimborsare un credito rimasto insoddisfatto


Sono alla quinta rata di 430 euro non pagata di un finanziamento prestito personale: 31 rate pagate su 84, totale importo richiesto 26 mila euro, totale costo 10 mila circa.

Ho chiesto nel 2020 con una PEC la sospensione come da decreto legge covid. Non mi hanno mai risposto e resto convinto che quella sospensione mi fosse dovuta. Inoltre la stessa finanziaria mi ha già concesso altri prestiti sempre con estinzione anticipata del precedente, questo è il terzo.

Sono ditta individuale e purtroppo negli ultimi anni il mio reddito è sui 3.000 euro annui.
Ho un altro debito di circa 10.000 euro con un altra banca (a garanzia statale). E circa 25.000 euro con Equitalia.

Sono nullatenente e vivo in casa Ater, mia moglie non lavora e abbiamo due figli.

Mia madre ha prestato garanzia per il prestito descritto all’inizio, lei possiede il 50% di un immobile che probabilmente venduto all’asta non coprirebbe il debito e le spese.

Attendo la lettera di decadenza del contratto per insolvenza che arriverà, mi dicono, a breve e poi intendo far presente che mi opporrò ad eventuale ingiunzione per i motivi descritti sopra. Dopodiché vorrei proporre un saldo e stralcio perché ho un caro amico che mi aiuterà in tal senso.

Volevo avere un vostro prezioso parere su quanto indicativamente offrire vista la mia situazione ed eventuali consigli.

Non esistono regole, specie in riferimento all’importo da offrire per raggiungere un accordo transattivo a saldo stralcio con il creditore: al momento possiamo solo dire che, visti i tempi che corrono, offrire il 20-30% dell’importo del debito nominale, è un ottimo punto di partenza, specie quando il debitore non percepisce reddito ed è nullatenente.

Quando esiste un garante ed il garante ha un immobile di proprietà, anche in quota, il discorso cambia radicalmente e poco importa che il ricavato dell’eventuale espropriazione non coprirebbe integralmente il debito e le spese legali: il residuo resterebbe a carico del debitore principale e del suo garante.

11 Marzo 2022 · Chiara Nicolai





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