Anticipazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) erogata da una finanziaria invece che dal datore di lavoro

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Sono una dipendente della PA e, come tale, non posso chiedere (come invece possono i dipendenti privati) un anticipo sul TFR finora maturato mentre si è ancora in servizio.

Desidererei sapere se esistono società finanziarie o istituti di credito che erogano prestiti “ipotecando” per così dire, o pignorando, il TFR maturato finora e riscuotendolo alla fine del rapporto di lavoro del dipendente. Grazie.

Per evitare di fornire false informazioni a chi ci legge, abbiamo il dovere di confutare la sua arbitraria e non veritiera affermazione circa il fatto che un dipendente pubblico non possa fruire dell’anticipazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR): l’articolo 2120 del codice civile che, lo ricordiamo, si applica indistintamente a lavoratori dipendenti pubblici e privati, infatti, al comma sesto, stabilisce che Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70 per cento sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta e che la richiesta deve essere giustificata dalla necessità di eventuali spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche oppure da acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile.

Quindi o lei non ha prestato ancora gli otto anni di servizio presso la Pubblica Amministrazione (PA) minimi per avere diritto all’anticipazione, oppure la sua richiesta non è supportata da esigenze come quelle previste dalla legge (spese sanitarie oppure per l’acquisto della prima casa per il lavoratore o per i propri figli).

Comunque, esistono numerose finanziarie operanti nel settore del prestito garantito dal TFR maturato alla data dal debitore: tuttavia si tratta di prestiti da rimborsare mensilmente in cui l’importo maturato dal TFR svolge esclusivamente un ruolo di garanzia.

Uno potrebbe pensare di chiedere il prestito garantito da TFR e poi non pagare le rate, ma si tratterebbe di un pessimo affare: infatti il creditore, per tutelarsi da possibili situazioni come quella appena ipotizzate, eroga un importo a prestito pari a quello che, maggiorato dagli interessi che decorrono dalla data di perfezionamento del contratto fino alla data di passaggio in quiescenza del debitore, eguaglia l’importo del TFR che il debitore maturerebbe alla data di passaggio in pensione, che risulterebbe, così, completamente vincolato a garanzia del prestatore.

2 Dicembre 2021 · Carla Benvenuto



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