Indebito prelievo dal conto corrente del defunto


Tutto sta a capire se il coerede era cointestatario del conto corrente o solo delegato dal de cuius ad operare e disporre sul conto corrente

Mio padre é deceduto e mio fratello, il giorno dopo, ha svuotato il conto corrente: ha fatto qualche illecito o no, visto che aveva la firma su quel conto?

Se il conto corrente era cointestato fra il defunto e suo fratello, quest’ultimo poteva prelevare solo il 50% del saldo disponibile (l’altro 50% sarebbe stato diviso fra i due coeredi), fermo restando la possibilità dell’altro coerede (chi ci scrive) di dimostrare che il conto corrente cointestato era alimentato esclusivamente da entrate di stretta ed esclusiva competenza del defunto (ad esempio la sua pensione), pretendendo, così, di ripartire il saldo di conto corrente al 50% fra i coeredi (invece che ripartirlo assegnando il 75% al cointestatario e il 25% al coerede non cointestatario del conto corrente del defunto).

Tuttavia, in qualità di coerede suo fratello aveva il potere di agire nei confronti del debitore del de cuius (nella fattispecie la banca o Poste italiane) per la riscossione dell’intero credito ereditario (il 50%). L’avvenuta riscossione da parte di un coerede di tutto o parte del credito stesso potrà, poi, eventualmente incidere nell’ambito delle operazioni divisionali dando vita a delle pretese di rendiconto, tramite anche eventuali compensazioni tra diverse poste creditorie (ABF decisione 27252/2018).

Qualora, invece, l’altro coerede fosse stato soltanto delegato dal de cuius a disporre operativamente sul conto corrente, il coerede delegato avrebbe potuto disporre solo del 50% del saldo disponibile.

Nel secondo caso, dunque, se il conto corrente è stato svuotato da una operazione del coerede delegato prima del decesso e non adeguatamente giustificabile, si tratta di un illecito, in particolare di appropriazione indebita ed è necessario rivolgersi ad un avvocato per tentare di recuperare il maltolto.

Mentre nel primo caso, in sede di divisione ereditaria, il coerede non cointestatario del conto corrente potrà pretendere la propria quota del 25% del saldo di conto corrente del de cuius, o, addirittura, il 50%, dimostrando che il saldo di conto corrente del de cuius era alimentato da introiti di competenza esclusiva del de cuius stesso.

28 Novembre 2021 · Loredana Pavolini

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