Possibile l’espropriazione immobiliare per un importo a debito irrisorio riconducibile all’assistenza di un avvocato d’ufficio?


Un avvocato d’ufficio mi ha inviato un decreto ingiuntivo con importo da pagare di mille euro: non avendo pagato, stamattina mi son trovato l’ufficiale giudiziario a casa, che a dire il vero senza neanche guardarsi troppo intorno ha redatto verbale negativo su oggetti da pignorare. Sicuramente verranno fatte visure per conti correnti e stipendio che non ho. Ho però due immobili intestati. Ora so che per legge sono espropriabiili tramite il codice di procedura civile. Ma a livello pratico, conviene ad un soggetto privato, avventurarsi nell’espropriazione di un immobile per un importo così irrisorio? ( Da quel che ho capito l’avvocato d’ufficio se dimostra di non esser riuscito a soddisfare il suo credito attraverso procedure di pignoramento verrà poi risarcito dallo stato, dunque tutto ciò potrebbe essere solo una formalità.)

La circostanza che l’importo a debito sia irrisorio non costituisce e non può costituire, per il debitore proprietario immobiliare, ancorché privo stipendio e di conto corrente, impunità per una eventuale espropriazione immobiliare.

Se sull’immobile non gravano ipoteche di altri creditori, le spese legali anticipatamente sostenute dal creditore faranno lievitare il credito azionato e quindi ridurranno il residuo spettante al debitore rispetto al ricavato dall’alienazione coattiva.

Senza contare che il creditore può anche limitarsi ad iscrivere ipoteca sul bene immobile di proprietà del debitore per un importo pari al doppio del capitale che gli è dovuto, comprensivo le spese di trascrizione sostenute. Oppure può optare per il pignoramento dei canoni di locazione eventualmente percepiti dal debitore.

Insomma, proprio il fatto che l’avvocato d’ufficio, solo se dimostra di non esser riuscito a soddisfare il proprio credito attraverso procedure di pignoramento nei confronti del cliente inadempiente, verrà successivamente risarcito dallo Stato, dovrebbe indurla a riflettere: rinunciare all’espropriazione immobiliare del debitore inadempiente perché economicamente non conveniente (dal momento che bisogna anticipare altre spese) o perché i tempi per ottenere il rimborso del dovuto si prospettano lunghi, non equivale ad una azione esecutiva infruttuosa esperita nei confronti del debitore inadempiente.

L’articolo 369 bis del Codice di Procedura Penale prevede che il compenso all’avvocato d’ufficio sia dovuto dall’assistito indagato, imputato o condannato.

A riprova, solo quando il difensore dimostri di aver esperito inutilmente le procedure civili ed esecutive per il recupero del credito, l’articolo 116 del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 115/2002 (Testo Unico delle Spese di Giustizia) prevede che il compenso sia a carico dello Stato.

22 Giugno 2021 · Ludmilla Karadzic



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