Possibilità per l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER, ex Equitalia) di pignorare un conto corrente intestato a debitore esattoriale italiano e detenuto presso istituto di credito di diritto portoghese (o, comunque, operante in Portogallo)





L'AdER può ottenere assistenza dai paesi dell'UNIONE EUROPEA per il recupero coattivo all'estero dei crediti esattoriali sorti in Italia





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Due tre giorni fa mi è stato pignorato il mio conto corrente dall’agenzia delle entrate: mi è arrivata una pec la mattina alle 7:30 e la banca, una banca online, Quonto, mi ha sempre tramite mail scritto che il mio conto era stato pignorato: ho un debito di circa 100 mila euro per debiti con INPS e ADE accumulati in questi anni.

Ho sempre lavorato come libero professionista con partita iva, ma ho chiuso la partita iva a giugno di quest’anno.

Fortunatamente il conto aveva solo 15 euro dentro.

In questo momento sto lavorando on -line e ho aperto una società limitata in Portogallo e sto facendo pratiche per trasferirmi. Proprio per questo ultimamente avevo fatto dei piccoli bonifici dal conto portoghese a quello pignorato. Mi verrà pignorato anche quello?

Oltre tutto ciò mi hanno anche fatto un pignoramento presso terzi verso l’azienda con cui svolgevo la maggior parte del mio lavoro in Italia. Ma non ci lavoro più da sette mesi.

Sono nulla tenente, e vorrei avere da voi qualche consiglio, per proteggere intanto quei pochi soldi che ho e se posso avvalermi per comunque fare pace con lo stato italiano della legge per il sovraindebitamento. Purtroppo avevo anche aderito a rottamazione, ma non riesco a pagare rate con somme astronomiche e anche questa nuova non mi aiuta.

La direttiva comunitaria 24/2010, sull’assistenza reciproca tra gli Stati membri per il recupero dei crediti di origine esattoriale (imposte) è stata recepita nell’ordinamento nazionale con il decreto legislativo numero 149/2012.

La direttiva comunitaria, che mira a tutelare meglio gli interessi finanziari degli Stati membri e la neutralità del mercato interno, fissa le regole in base alle quali gli Stati membri dell’Unione europea sono tenuti a fornire assistenza per il recupero di eventuali crediti relativi a dazi, imposte IVA e altre misure applicate in un altro Stato membro dell’Unione europea.

L’obiettivo della normativa comunitaria è migliorare e facilitare l’assistenza reciproca in materia di recupero all’interno dell’Unione. Il decreto legislativo 149/2012 fissa, in 19 articoli, le norme di mutua assistenza per il recupero dei crediti sorti nel territorio nazionale o in un altro Stato membro.

Tra le norme di rilevo contenute nel decreto di recepimento della direttiva comunitaria quella che prevede la possibilità, per l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER, ex Equitalia) di riscuotere coattivamente un credito esattoriale sorto in Italia, attraverso il pignoramento dei beni che il debitore inadempiente italiano detiene in Portogallo.

Per quanto riguarda la fattibilità di avvalersi della legge 3/2012 per la Composizione della Crisi da Sovra indebitamento è necessario approfondire la situazione in cui versa e l’eventuale patrimonio detenuto dal debitore inadempiente.

Questo link consente di accedere al registro gestito dal Ministero della Giustizia dove è possibile reperire l’elenco degli organismi abilitati alla composizione della crisi da sovraindebitamento, nonché tutti i dati di contatto, per ottenere adeguata assistenza nella valutazione circa la possibilità di presentare un piano di rientro sostenibile dal debito fiscale accumulato, oppure di procedere con la liquidazione volontaria del patrimonio personale (tutto o quanto basta) allo scopo di ottenere, presso il Tribunale territorialmente competente, la liberazione dai debiti.

STOPPISH

11 Settembre 2023 · Paolo Rastelli

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