Omessa denuncia di inizio occupazione ai fini TARI » Decadenza ed errori dell’accertamento – Prescrizione del diritto di riscossione


Ho ricevuto un accertamento per omessa denuncia TARI relativa all’anno 2015: sulla busta ci sono i timbri postali del 28/12/2020 anche se mi è stata consegnata il 7/1/2021.

Effettivamente nell’abitazione in oggetto, dove ero in locazione a nero, ho avuto la residenza dal 2013 al 2017 e non ho mai fatto la denuncia TARI.
Poi nel 2017 ho acquistato casa, sempre a Roma, ed ho trasferito la residenza, facendo regolare denuncia TARI di prima iscrizione.

Nell’accertamento ricevuto, relativo all’anno 2015, si contesta l’omessa denuncia con sanzione del 120% della tariffa dovuta, calcolata però sulla metratura dell’abitazione attuale (che è quasi il doppio della precedente non dichiarata).
Inoltre, e sopratutto, non ho mai ricevuto nulla in relazione agli anni 2013 e 2014.

Domande:
– La prescrizione per l’omessa denuncia è di 5 anni o di 8 anni ?
– Dato che la residenza al vecchio indirizzo inizia nel 2013, è corretto considerare che i termini di prescrizione per l’omessa denuncia dovevano decorrere dal 1/1/2014 ?
– Se l’accertamento non fosse annullabile, come faccio a far correggere la metratura calcolata considerando che non sono in possesso di alcuna documentazione della vecchia abitazione (che nel frattempo i vecchi proprietari hanno anche venduto) ?

Grazie anticipatamente

Gli avvisi di accertamento d’ufficio per l’omessa denuncia di inizio occupazione relativamente alla TAssa RIfiuti o TARI possono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere effettuata.

Ai fini della decadenza vale la data in cui l’accertamento è stato consegnato all’ufficio postale per la notifica via posta raccomandata AR e non quella in cui il plico viene effettivamente consegnato al destinatario.

La prescrizione del diritto comunale di esigere la TARI è quinquennale: ovvero, se l’evasione viene scoperta nel 2020, il Comune può richiedere il pagamento della tassa solo relativamente all’ultimo quinquennio. In sintesi il comune può agire come se lei avesse iniziato ad occupare l’appartamento da gennaio 2015. Ed entro il 31 dicembre 2020 le ha notificato l’inadempimento.

In altre parole, pur essendo obbligato a presentare dichiarazione di inizio occupazione nel 2013 e non avendo ottemperato, lei avrebbe potuto rimediare nel 2014, oppure nel 2015, e non l’ha fatto …

Per correggere la metratura in base alla quale viene applicata la tassa, può rivolgersi agli uffici comunali preposti alla gestione ed alla riscossione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, producendo una visura catastale dell’appartamento in cui ha vissuto nel 2015 e presentando una istanza in autotutela.

In caso di mancato accoglimento della stessa, per contestare giudizialmente l’importo preteso dal comune di Roma in riferimento alla metratura dell’appartamento assoggettato a TARI, bisognerà rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale.

12 Gennaio 2021 · Michelozzo Marra



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