Obsolescenza pianificata – Tutti i modi per combatterla al meglio


Sono sempre di più i prodotti acquistati dai consumatori che, complici le aziende, dopo un breve periodo di vita smettono di funzionare, e invece di essere riparati vengono riacquistati ex novo.

Parliamo più comunemente di obsolescenza programmata o pianificata: come combatterla?

Mentre a livello globale si cercano strategie che permettano di allungare la vita ai prodotti, si parla sempre più spesso di obsolescenza prematura o pianificata: si intendono tutti i processi che suscitano nei consumatori esigenze di accelerata sostituzione di un prodotto, a vantaggio di chi lo produce e lo vende.

Per spingerci alla sostituzione di un prodotto non è necessario che sia rotto, è sufficiente anche che venga solo percepito come obsoleto e qui il marketing e la pubblicità giocano un ruolo chiave.

Le ragioni che possono indurre ad un nuovo acquisto, anche se il prodotto non è rotto e funziona, possono essere diverse:

  • fattori psicologici e sociali:Per esempio per chi desidera l’ultimo modello di smartphone, oppure con una tecnologia più nuova come il 5G, o se la batteria non dura abbastanza, se è necessario più spazio di archiviazione o maggiore velocità;
    fattori normativi:
  • Per esempio l’entrata in vigore del nuovo standard TV: invece del decoder, si sceglie di acquistare una nuova tv.
  • fattori di mercato: Si sceglie per esempio un prodotto con grande schermo, ma supersottile, intrinsecamente più fragile e con minor spazio per la batteria.

Per allungare la vita di un prodotto è fondamentale la manutenzione: curare il prodotto vuol dire assicurargli una vita più lunga, minori consumi, migliori prestazioni.

Non bisogna aspettare di “avere problemi”, ma la manutenzione periodica va fatta regolarmente. Nel caso dei prodotti tecnologici, è sempre opportuno tenerli aggiornati.

Se il prodotto è rotto, bisogna valutare sempre la riparazione.

Non è vero, infatti, che riparare non conviene. La piccole riparazioni hanno costo contenuto e possono prolungare la vita di elettrodomestici e prodotti hi-tech, ma anche dei capi d’abbigliamento.

Se il prodotto non è di bassa gamma o non è eccessivamente vecchio, vale comunque la pena tentare di ripararlo.

Quando è arrivato il momento che forse potremmo cambiare il prodotto, facciamo prima questi tre passaggi:

  • Ridurre il fattore “obsolescenza psicologica”e chiedersi se è necessario sostituire
    Valutiamo i problemi che ci spingono a sostituire un prodotto: per esempio la batteria che non dura più abbastanza a lungo, la mancanza di memoria, la velocità di connessione. Possono dipendere dal prodotto o da come lo si usa? Potremmo ottenere lo stesso risultato con un aggiornamento, un nuovo software, un diverso operatore telefonico o agendo sulle impostazioni del prodotto.
  • Pensare alle alternative:Serve comprare un nuovo prodotto o posso pensare di usare meglio un altro che ho in casa (ad esempio la Playstation che trasforma la vecchia TV in una smartTV)? Devo sostituire l’intero prodotto, oppure posso risolvere con un adattatore, un decoder, un power bank?
  • Pensare al prodotto come servizio: Non sempre è necessario acquistare, spesso è possibile usare il prodotto senza comprarlo. I servizi di sharing, per esempio, permettono di utilizzare i prodotti a noleggio (breve o lungo termine). Dalla bici all’auto, dal trapano all’idropulitrice, all’attrezzatura sportiva. Aumenta l’offerta di prodotti che possono essere condivisi o semplicemente affittati e i servizi che consentono di condividere prodotti che hanno ancora una vita utile (ad esempio lo swap dei vestiti).

    Iniziamo con scegliere prodotti nati per durare, che siano frutto di ecodesign. Significa che sono prodotti in cui in fase di progettazione è stato considerato l’intero ciclo di vita, che ottimizzino le risorse, le possibilità di riparazione e la possibilità di ridurre l’impatto ambientale a fine vita.

    Anziché il prodotto nuovo si può considerare l’acquisto di un usato, di un prodotto ricondizionato o rigenerato ovvero prodotto usato e successivamente restituito al produttore oppure rivenduti ad aziende terze, che ne verificano il corretto funzionamento, effettuano le eventuali riparazioni necessarie e solo alla fine li rimettono sul mercato, perfettamente funzionanti, a un prezzo più basso rispetto al costo originario.

    Rigenerare un prodotto vuol dire creare le condizioni per renderlo come nuovo, o quasi: nonostante qualche segno dell’usura che potrebbe non andare via, le funzionalità rimangono inalterate.

    E ovviamente gestire correttamente lo smaltimento del vecchio: spesso parliamo di rifiuti RAEE che sono molto inquinanti, ma anche preziosi, vanno smaltiti correttamente, mai nella raccolta indifferenziata.

    Inoltre ricordiamo che ciò che per noi è un prodotto inutile per un altro può essere una risorsa, pensiamo per esempio alla possibilità di fornire pezzi di ricambio per altri prodotti vecchi.

    Quindi bene lo swap, la rivendita oltre che le donazioni alle ciclofficine e ai repair cafè: sono posti fisici in cui le persone condividono le proprie competenze e attrezzature per aiutare altre persone nel riparare i propri prodotti, come i dispositivi elettrici e meccanici, computer, biciclette, vestiti e molte altre categorie di oggetti.

    In Italia sono ancora poco diffusi, ma online è disponibile una mappa che ne indica 18.

    Dal 1° marzo 2021 è entrato in vigore il diritto alla riparazione. In cosa consiste? I produttori dovranno rispettare precisi criteri per progettare e realizzare elettrodomestici e televisori, in modo da renderli più facilmente riparabili, ma anche rendere disponibili pezzi di ricambio e fornire le istruzioni per la riparazione dei prodotti.

    Ricordiamo sempre che la garanzia di conformità vale su tutti i prodotti, dura 24 mesi, deve essere obbligatoriamente prestata dal venditore e garantisce la riparazione o la sostituzione del prodotto senza alcuna spesa per il cliente. La garanzia di conformità è un diritto di chi compra che può pretenderla sempre anche se non viene menzionata nelle condizioni di acquisto.

    Il venditore deve garantire che il prodotto consegnato abbia tutte le caratteristiche da lui promesse o indicate dall’etichetta o dallo spot pubblicitario.

    I beni devono possedere tre precisi requisiti:

  • sono idonei all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;
  • sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del campione o modello mostrato al consumatore;
  • hanno qualità e prestazioni di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto delle dichiarazioni pubblicitarie fatte anche dal produttore.

Il consumatore deve contestare la non conformità del prodotto entro due mesi dalla scoperta del difetto ed entro 26 mesi da quando ha acquistato o ricevuto il prodotto. In un primo momento il consumatore può chiedere, a sua scelta, la sostituzione o la riparazione del bene.

Soltanto in secondo momento, se i primi due rimedi non sono efficaci, sono difficilmente attuabili o non possono essere approntati in un termine congruo, è possibile chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto (restituzione dei soldi).

Le spese necessarie per rendere conforme i beni sono a carico del venditore; la legge specifica che a lui spettano i costi per la spedizione, i materiali e la mano d’opera.

Nel dicembre 2019, la Commissione Europea ha reso nota la comunicazione sul Green Deal europeo, progetto che prevede di raggiungere la neutralità-carbonio nell’UE entro il 2050, in vista della quale ha annunciato una serie di iniziative anche negli ambiti giuridici di rilievo per i consumatori.

Le iniziative sono state ulteriormente specificate nel nuovo Piano d’azione per l’economia circolare, pubblicato nel marzo 2020, nel quale si annuncia una revisione del codice del consumo europeo volta ad assicurare che i consumatori ricevano informazioni affidabili e pertinenti nel punto vendita, compresi ragguagli sulla durata, sulla disponibilità di servizi di riparazione, sui ricambi e sui manuali di riparazione.

Il nuovo diritto alla riparazione prevede che un maggior numero di prodotti di consumo dovranno diventare facili da riparare e riqualificare. Smartphone, macchine per il caffè e stampanti dovrebbero essere prioritari, in quanto oggetto dei reclami più frequenti in tutta Europa, ma per il momento il diritto alla riparazione si applica soltanto ad alcune tipologie di elettrodomestici come lavatrici, frigoriferi e schermi.

Entrerà in vigore il 1° gennaio 2022 la nuova Direttiva (UE) 2019/771, che introdurrà alcuni cambiamenti in grado di favorire la durata dei prodotti:

Viene esteso a un anno del periodo di presunzione della non-conformità al momento della consegna (inversione dell’onere della prova), con la facoltà in capo agli Stati membri di prorogare il periodo a due anni.
La durata diventa un nuovo requisito oggettivo di conformità.

Si sancisce l’obbligo di fornire aggiornamenti per assicurare che gli articoli con componenti digitali restino conformi.
Si introduce una nuova garanzia commerciale volontaria sulla durata, in virtù della quale il produttore può essere ritenuto direttamente responsabile nei confronti del consumatore.

Inoltre, l’obsolescenza precoce può essere sanzionata come pratica commerciale scorretta. In ambito italiano le competenze in materia sono attribuite adell’Antitrust, I cui poteri sanzionatori sono stati potenziati dalla Direttiva 2019/2161, che dovrà essere recepita a novembre 2021. La Direttiva da un lato impone di introdurre sanzioni economiche efficaci, proporzionate e dissuasive per punire i professionisti che infrangono le norme in materia di consumatori, dall’altro prevede la possibilità per il singolo consumatore danneggiato di ottenere il risarcimento dei danni.

Nel 2018, l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) italiana ha multato Apple e Samsung per pratiche commerciali scorrette e nel maggio 2020, la sentenza contro Apple è stata confermata dal TAR del Lazio, una sentenza storica, che riconosce per la prima volta l’obsolescenza prematura come pratica aggressiva nei confronti dei consumatori.

Il Codice del consumo stabilisce che nei due anni successivi all’acquisto, i consumatori sono coperti dalla garanzia di legge che tutela i loro diritti nel caso in cui il prodotto risulti difettoso.

In caso di non-conformità il consumatore può, in prima battuta, richiedere la riparazione o la sostituzione.

Se entrambe le alternative non sono possibili entro un termine ragionevole, il consumatore può chiedere una riduzione di prezzo o il recesso dal contratto con conseguente rimborso del prezzo d’acquisto.

Ricordiamo sempre di mantenere i nostri dispositivi aggiornati e di effettuare una manutenzione periodica, sono entrambe buone abitudini che permettono di allungare la vita ai prodotti.

1 Giugno 2021 · Andrea Ricciardi



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