Atto stragiudiziale notificato via posta consegnato all’ultimo indirizzo conosciuto ma mai ricevuto dal destinatario residente all’estero e non iscritto all’AIRE


La notifica datata 17/08/2020 risulterebbe consegnata al “destinatario” che sarei io: È falso, né io né i miei familiari eravamo presso il nostro indirizzo, ma all’estero. Fanno fede i timbri sui passaporti: dopo quasi un anno al nostro rientro in Italia, ricevo una lettera da società recupero crediti con i vari importi da pagare. Euro 292 importo originale, euro 602 importo da pagare.

Ho fatto denuncia ai carabinieri per discoscimento della firma, ho presentato ricorso al Prefetto e spedito due reclami presso l’ufficio postale del mio paese.

La risposta al secondo reclamo è stata: il postino non è tenuto a richiedere la carta d’identità alle persone che consegna la corrispondenza e i pacchi. Poi mi dicono che posso richiedere di entrare in possesso della documentazione Motivandolo.

Ieri ho mandato una PEC con la richiesta. Credo che si tratti della relata di notifica.

Secondo lei, i timbri sui passaporti non sono una prova valida che dimostrano he il postino ha dichiarato il falso? Perché non ha lasciato un avviso di giacenza, come prassi normale, quando al domicilio non si trova nessuno?

A chi ha consegnato veramente la raccomandata?

Quando ho telefonato al numero verde di Poste italiane per rintracciare il numero della raccomandata, l’operatore mi ha detto che è stata consegnata il 17/08/2020 . la notifica in questione è il 19/08/2020 il c.a.d, del quale io non ho nessun riscontro.

Lei ha qualche altro suggerimento da darmi?

Bisognerebbe innanzitutto capire se la sua permanenza all’estero sia durata più o meno di 90 giorni: nel primo caso è d’obbligo la registrazione del cittadino italiano nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e qualsiasi notifica perfezionata presso l’ultima residenza italiana del destinatario è valida in assenza di iscrizione all’AIRE (anche qualora la relata di consegna non fosse veritiera – potrà se vuole, querelare di falso il postino, ma la notifica risulterà comunque effettuata correttamente).

Nel secondo caso, invece, bisognerà assoldare un avvocato e presentare querela di falso per dimostrare che lei non era presente, a quella data, nel luogo di residenza del destinatario (faranno fede i timbri di transito sul passaporto). La notifica accertata come non effettuata o la relata non veritiera si riverbereranno sulla correttezza delle notifica che risulterà come non effettuata.

Qualora, invece, dalla relata fossero risultati temporaneamente irreperibili, tutti i familiari conviventi del destinatario, destinatario compreso, e l’atto fosse stato messo in giacenza presso l’ufficio postale territorialmente competente, sarà pressoché impossibile dimostrare che il postino abbia omesso di lasciare l’avviso di inizio giacenza (che può, purtroppo, andare smarrito, senza alcuna possibilità di smentita).

24 Agosto 2021 · Patrizio Oliva



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