Nominare un amministratore delegato di srl con segnalazione di sofferenza in CR Bankitalia – Quali problemi potrebbe comportare per l’azienda?

Mi piacerebbe sapere cosa comporterebbe nominare amministratore delegato di una srl un soggetto che attualmente è ancora segnalato in sofferenza nella Centrale rischi per questioni private del suo passato (in particolare, per un mutuo non rimborsato dal 2012 per il quale si è appena conclusa l’esecuzione immobiliare che non ha coperto l’intero debito lasciando un residuo di circa 30.000 su 120.000 originali, per il quale terminata l’esecuzione sta negoziando un saldo e stralcio con la banca).

Il soggetto dal 2017 lavora come quadro presso la nostra azienda con un compenso annuo di oltre 100 mila euro annui netti, ma grazie a ottimi risultati e meritevolmente il cda vorrebbe nominarlo AD con poteri di amministrazione finanza con un compenso di oltre 240 mila euro netti.

Il suo passato personale può danneggiare l’azienda? Anche se il soggetto non è socio? Verranno fatte ricerche in CR da parte delle nostre banche in sede di rinnovo fidi sul amministratore? O le ricerche si limitano alla società ed ai soci? Qualora venissero fatte anche sulla posizione personale del AD il suo attuale status reddituale renderebbe trascurabili le segnalazioni di una passata vita economicamente meno abbiente?

Per il soggetto da nominare amministratore delegato della società a responsabilità limitata non è tanto rilevante il fatto di essere attualmente censito nella Centrale Rischi della Banca d’Italia, quanto, piuttosto, l’essere stato sottoposto a procedura di espropriazione immobiliare.

Infatti, le informazioni relative a fallimenti o altre procedure concorsuali nonchè quelle inerenti ad atti pregiudizievoli ed ipocatastali (ipoteche. pignoramenti espropriazione immobiliare tramite vendita all’asta), possono essere conservate per un periodo di tempo non superiore a 10 anni dalla data di apertura della procedura del fallimento, o, rispettivamente, dalla data della loro trascrizione o iscrizione nei pubblici registri immobiliari.

Queste informazioni vengono raccolte da operatori specializzati nel settore dei servizi informativi in ambito commerciale e d’impresa, che redigono dossier consistenti nella valutazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale di società costituite in qualsiasi forma giuridica ed in particolare, dei soci e degli amministratori di tali compagini.

Operative in questo settore sono le società associate in ANCIC (Associazione nazionale tra le imprese di informazione commerciale e di gestione del Credito) e FEDERPOL (Federazione italiana degli istituti privati per le investigazioni, per le informazioni e per la sicurezza).

Il codice deontologico sulle informazioni commerciali adottato nel 2016 dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, prevede, come abbiamo già accennato, che le informazioni commerciali provenienti da fonti pubbliche possano essere conservate, e rese accessibili a terzi, per un massimo di dieci anni.

Ora, per rispondere conclusivamente alla domanda posta, bisognerebbe chiedersi cosa comporterebbe, per lei che ci scrive, scoprire, leggendo un report informativo commerciale, che l’amministratore delegato di una società srl – con cui lei ritenesse utile, in una prospettiva strategica, instaurare rapporti stabili di partenariato commerciale o industriale, o alla quale dovesse commissionare, per un valore di parecchie centinaia di migliaia di euro, la fornitura di beni (o servizi) prodotti (erogati) dalla srl – abbia ottenuto, in passato, un prestito da una banca e non lo abbia rimborsato, subendo anche una procedura di espropriazione immobiliare.

Tutto qui.

31 Marzo 2020 · Ornella De Bellis

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