Marketing selvaggio e registro opposizioni – Smartphone ancora vulnerabili?

E’ passato ormai diverso tempo da quanto è stato introdotto il registro delle opposizioni, il quale consente ai consumatori di difendersi dal marketing selvaggio delle aziende: io, però, continuo a ricevere numerose chiamate al giorno d’oggi.

Quando cambierà qualcosa?

Il registro delle opposizioni, lo scudo al telemarketing selvaggio aperto anche ai numeri dei cellulari, non è prossimo al debutto: sarebbe dovuto partire il 1° dicembre 2020 e, invece, nella migliore delle ipotesi arriverà in prossimità dell’estate.

Dopo quasi tre anni e mezzo dalla legge (la 5 del 2018) che l’aveva previsto, Il Dpr messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico con il quale si riscrive il funzionamento del registro ha appena ricevuto il via libera delle commissioni parlamentari.

Ora restano due passaggi: il ritorno a Palazzo Chigi per l’approvazione definitiva (il primo via libera era avvenuto a gennaio del 2020) e la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale».

Da quel momento scatterà il cronoprogramma che prevede:

  1. entro un mese la chiusura del tavolo di consultazioni tra il ministero dello Sviluppo economico, i principali operatori e le associazioni dei consumatori rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti;
  2. entro tre mesi la predisposizione e attivazione, in collaborazione con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del consiglio, delle modalità tecniche e operative di funzionamento e accesso, anche telematico, al registro da parte degli operatori, ovvero le società di telemarketing;
  3. infine, entro quattro mesi l’elenco contro le telefonate commerciali dovrà essere pronto ad accogliere le iscrizioni degli utenti. Si potranno registrare sia i cittadini che hanno un numero fisso – così come accade oggi, anche se attualmente la possibilità è limitata solo ai numeri contenuti negli elenchi pubblici- sia quanti (ovvero i più: e questa è la grande novità) che hanno un telefonino.

Per avere un’idea di come sarà il registro delle opposizioni del futuro basta far riferimento al numero di utenze: nel caso della telefonia fissa, che tra l’altro è in continuo calo, si ragiona nell’ordine dei dieci milioni di numerazioni, mentre le Sim dei cellulari sono circa 80 milioni.

Questo il bacino potenziale a cui dovrà far riferimento il nuovo filtro contro il marketing selvaggio. Tant’è che il Dpr prossimo al traguardo non si limita a correggere il decreto del 2010 che aveva istituito il registro delle opposizioni, ma lo sostituisce di sana pianta.

Non si tratterà solo di un nuovo elenco anti-squillo molesto, ma viene confermata anche la protezione contro le pubblicità indesiderate che vengono depositate nelle cassette postali. In questo caso potranno continuare a iscriversi nell’elenco quanti, oltre al numero di telefono, hanno registrato negli elenchi pubblici anche il loro indirizzo.

Insomma, un fronte ampio di cittadini che potrà chiedere di essere protetto dal marketing aggressivo e senza scrupoli, anche se non è detto che i milioni di interessati risponderanno in massa.

Se si guarda alle persone che in dieci anni si sono iscritte al registro, gestito dalla Fondazione Bordoni, verrebbe da pensare il contrario: a fine ottobre risultavano poco più di 1,5 milioni di numeri e 13mila indirizzi postali. Molto dipenderà anche dalla campagna di informazione che il Dpr prevede venga realizzata nel primo semestre di funzionamento del nuovo sistema.

Di contro, potrà invece rivelarsi penalizzante il fatto che il decreto ha ridotto le modalità di iscrizione al registro.

Oggi è possibile farlo inviando una mail, attraverso il telefono, compilando un modulo sul web oppure spedendo una raccomandata. In futuro, invece, si potrà farlo solo online o mediante il telefono.

In quest’ultimo caso l’utente avrà a che fare in prima battuta con un risponditore automatico, ma è comunque prevista la possibilità di assistenza in caso di difficoltà.

Non è detto, tuttavia, che il restringimento dei canali di iscrizione resterà tale. Le commissioni parlamentari nei loro pareri – il Senato si è pronunciato a fine dicembre e la Camera mercoledì scorso – hanno puntato il dito, tra l’altro, proprio sulla limitazione delle modalità di ingresso nel nuovo elenco, chiedendo che venga ripristinata almeno la possibilità di farlo attraverso la mail.

Osservazioni che lo Sviluppo economico potrà recepire prima di presentare il testo al Consiglio dei ministri per il sì definitivo.

25 Gennaio 2021 · Andrea Ricciardi

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