Legge sovraindebitamento 3/2012 – Unica via d’uscita?


Difficile che il giudice del sovraindebitamento le accordi uno stralcio della posizione debitoria maturata per acquisto di beni e servizi volittuari


Negli ultimi anni ho accumulato debiti con varie finanziarie (prestiti, carte revolving), ma ho sempre pagato regolarmente tutto, arrivando anche a fine mese con poco o niente del mio stipendio:
nel 2019 ho smesso di pagare a seguito della perdita di lavoro. Ho percepito la NASPI per circa 7 mesi. Ma anche con la NASPI non ho potuto rispettare gli impegni. Fortunatamente ho trovato un altro lavoro. Durante tutto questo periodo ho cercato di arrivare a degli accordi con i miei creditori ma senza successo.

Premetto che alcuni di questi prestiti erano stati richiesti per estinguere altri debiti, le carte revolving sono state utilizzate in modo esagerato.

Adesso mi ritrovo in una situazione dove l’unica via di uscita sarebbe accedere alla legge 3 del sovraindebitamento. L’unica mia preoccupazione è di non essere meritevole in quanto ho “abusato” nel richiedere prestiti ed utilizzato le carte di credito in modo esagerato.
La mia domanda è: se ritengo di non essere meritevole, vale comunque la pena provare a risolvere i miei problemi con la legge 3?

Senza entrare nella questione della meritevolezza per l’accesso alla legge 3/2012 (certamente, se i prestiti sono serviti esclusivamente a pagare beni e servizi voluttuari, difficile che il giudice del sovraindebitamento le accordi uno stralcio della posizione debitoria) non ci sembra che la procedura di cui alla citata legge costituisca davvero per lei l’ultima spiaggia. L’impressione è che lei stia drammatizzando.

Se i debiti sono tutti della stessa natura (ordinaria, ovvero con banche e finanziarie) e diversi dai crediti alimentari (derivanti da obblighi verso il coniuge separato o divorziato o verso figli e genitori) e da quelli esattoriali (debiti accumulati con la Pubblica Amministrazione), il massimo che potrà capitarle è il pignoramento dello stipendio nella misura del 20% qualsiasi sia l’importo complessivo a debito.

Posto, naturalmente, che lei non abbia beni immobili di proprietà o conti correnti intestati.

5 Maggio 2021 · Lilla De Angelis





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