Legge 3/2012 (salva suicidi) – Come funziona il piano del consumatore?

A proposito della Vostra risposta precedente, vorrei chiedere: Quindi i debiti che sto regolarmente pagando cioè mutuo, cessione del quinto e prestito delega, non possono essere inseriti nella richiesta di ristrutturazione del debito? Vi chiedo ciò in quanto tra tutti e tre questi finanziamenti io pago circa 850 euro e, mi rimangono al mese circa 800 euro netti, per cui non potrei sostenere altre rate, tant’è che ho dovuto interrompere gli altri pagamenti perché non mi restava niente al mese per vivere. Io pensavo che sarebbero potuti rientrare tutti i debiti e avere un’unica rata di circa 850 euro (quanto ciò che pago ora) che potesse comprenderli tutti. Se la situazione fosse questa, è inutile che mi rivolga a un professionista (mi hanno chiesto 200 euro all’ordine dei commercialisti solo per avere informazioni). In questo modo non avrei altro per poter pagare se non la casa ipotecata, che se ho ben capito potrebbe essere venduta all’asta e finirei con la mia famiglia in mezzo alla strada!! Scusate ma allora che razza di legge salva suicidi è, se può offrire una soluzione solo a chi ha beni da vendere o soldi per pagare? Grazie mille per la Vostra risposta

La legge 3/2012 per la composizione delle crisi da sovraindebitamento, ed in particolare l’opzione che prevede l’accordo con i creditori detentori di almeno il 60% dell’esposizione debitoria è quella illustrata, per sommi capi, nella risposta precedente. Il punto focale ruota intorno al concetto che i creditori che non partecipano alla sottoscrizione dell’accordo, e che a tale accordo sono comunque vincolati, possono opporsi all’omologazione dell’accordo stesso se dimostrano al giudice che l’alienazione dei beni di proprietà del debitore consentirebbe di soddisfare le loro pretese in termini più vantaggiosi e rapidi della proposta omologanda. Questo punto (la perdita della casa di proprietà) non è, tuttavia, una condizione necessaria al raggiungimento ed all’omologazione dell’accordo con i creditori, ma rappresenta senza dubbio un aspetto focale della questione. Peraltro se i suoi debiti fossero risultati superiori al valore della casa, con la liquidazione del patrimonio, avrebbe potuto puntare ad ottenere l’esdebitazione, ovvero l”azzeramento del debito residuo, che non è poco.

Per quanto attiene, invece, la cessione del quinto ed il prestito delega, si tratta di rapporti trilaterali in cui il datore di lavoro è obbligato a corrispondere le rate mensili ed i creditori sono garantiti da un eventuale inadempimento del debitore, almeno fino a quando questi mantiene il proprio impiego: ora, teoricamente, anche queste partite potrebbero essere incluse nell’accordo, ma, sempre per la stessa ratio innanzi illustrata, un nuovo accordo per il cessionario del quinto e per chi ha erogato il prestito delega, non potrebbero prevedere condizioni peggiorative in quanto a importo mensile e durata del piano di rimborso.

Esiste, poi, una strada alternativa percorribile dal debitore nell’ambito della legge per la composizione delle crisi da sovraindebitamento: si tratta del piano del consumatore. Nel piano del consumatore, aspetto fondamentale che lo distingue dall’accordo con i creditori, è il giudice a stabilire tempi e modalità di rimborso (importo mensile) per i crediti divenuti ormai inesigibili, attraverso un contraddittorio con il debitore e senza la preventiva fase di approccio con i creditori eventualmente disponibili ad una intesa. Tuttavia, bisogna convincere il giudice che il debitore è sovraindebitato, ma incolpevole; che i debiti sono stati accumulati per far fronte ad esigenze gravi, sopravvenienti e non riconducibili a spese voluttuarie. Per i debitori non fallibili, queste cause possono essere rappresentate anche da imprevisti che hanno riguardato la propria attività autonoma imprenditoriale. In pratica viene di solito richiesta l’esibizione degli estratti conto del debitore relativi agli ultimi dieci anni per verificare che i debiti, solo per fare un esempio, si sono formati a causa di malattie, interventi chirurgici, assistenza sanitaria per uno o più membri della famiglia, per motivi di studio dei figli, per risarcimenti dovuti a responsabilità civile di uno dei componenti il nucleo familiare, per mutamenti improvvisi, esogeni e/o eterodiretti, del mercato, eccetera. Nella sua situazione dovrà altresì convincere il giudice che, nel comune in cui risiede, non è possibile locare una abitazione simile a quella che possiede, ad un prezzo inferiore agli 850 euro/mese. Ancora, visto che lei percepisce reddito da lavoro dipendente, dovrà convincere il giudice che non può assicurare un’esistenza dignitosa alla sua famiglia col il 50% dello stipendio, atteso che, in caso di azioni esecutive promosse dai creditori, la somma dei pignoramenti e della cessione del quinto (senza contare il prestito delega che è comunque escluso dal computo) può arrivare fino alla metà dello stipendio percepito dal debitore sottoposto ad azione esecutiva.

Insomma, la legge 3/2012 è stata pensata, soprattutto, per quei debitori nullatenenti e privi di occupazione stabile, che, oberati ancora da debiti pregressi, vorrebbero rimettersi in gioco ed intraprendere nuove attività senza l’assillo, e l’incubo, di vedersi pignorati i proventi o le attrezzature produttive dai vecchi creditori. E, che comunque, anche con l’aiuto di familiari ed amici, formulano una proposta (ai creditori o al giudice) di rientro dalla propria esposizione debitoria, seppure con un sensibile abbattimento del debito.

22 Gennaio 2018 · Giorgio Martini

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Legge sovraindebitamento 3/2012 (salva suicidi) e piano del consumatore per un dipendente statale già pignorato per soddisfare crediti di natura alimentare ed ordinaria
Vi contatto per avere info sulla legge salva suicidi: Premetto che sono un dipendente pubblico, il mio stipendio è già pignorato per 2/5 sia per mancato versamento alimenti e sia per debiti con banca. Ad oggi ho circa 100 mila euro di debiti con banche e finanziarie. Non posseggo beni immobili vivo in affitto. Posso utilizzare la legge del 2012 per ridurre i debiti e trovare qualche soluzione per poterli pagare negli anni? Purtroppo posso solo con il mio stipendio. La legge del 2012 può aiutarmi? ...

Intimazione di pagamento Agenzia delle Entrate Riscossione - Posso fruire della legge 3/2012 (salva suicidi) e presentare un piano del consumatore?
Vi espongo la mia situazione: in passato ho gestito un'attività con la mia famiglia, una SAS a nome mio e di mio fratello ma l'attività, causa la crisi, non è andata bene, siamo riusciti a s(vendere) tutto (l'attività è stata chiusa nel 2005/2006) e pagare alcuni dei debiti accumulati. Nel frattempo io ho trovato lavoro in un'altra città (contratto di lavoro a tempo indeterminato), mio fratello solo lavori a chiamata, mio padre e mia madre deceduti (in anni diversi). Ho ricevuto ieri una raccomandata dell'Agenzia delle Entrate con intimazione di pagamento: ho 5 giorni di tempo per pagare circa 50 ...

Informazioni su legge 3/2012 (salva suicidi) - Approfondimenti su piano del consumatore
In riferimento a questa domanda, volevo chiedere se il Giudice può costringere la banca a surrogare il mutuo e aggiungere liquidità? (sempre naturalmente in un unico mutuo) potrebbe essere questo un piano di accordo da presentare? ...

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Debiti e recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Legge 3/2012 (salva suicidi) – Come funziona il piano del consumatore?