Iscrizione nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI) perchè ho lasciato in giro un assegno che il beneficiario, come da accordi, non avrebbe dovuto portare all’incasso


Un assegno per il quale era stato versato un acconto con bonifico e il saldo da versare successivamente in quanto il conto era stato chiuso, viene ugualmente messo all’incasso. Quindi vengo iscritto in CAI per 2 anni con multa. L’azienda non ha mantenuto fede ai patti ma per la legge è un problema mio. C’è qualcosa da fare o sono destinato a chiudere l’attività?

Il titolare del conto corrente stacca un assegno a favore all’azienda Pinco Pallino, magari senza neanche indicare la data di emissione (o, peggio, postdatandolo), successivamente si accorda verbalmente con l’azienda beneficiaria per regolare la transazione con altre modalità e lascia, tuttavia, in giro l’assegno senza preoccuparsi di farselo restituire, chiude il conto corrente e nemmeno si preoccupa, a propria tutela, di revocare l’assegno (o non può farlo, perchè essendo postdatato, l’assegno non è ancora scaduto).

Qualora l’assegno venga portato all’incasso, per legge, in mancanza di sufficiente provvista (o a conto chiuso come nella fattispecie) il traente (colui che ha emesso l’assegno) viene iscritto nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI), subisce la revoca di sistema (non può emettere assegni per almeno sei mesi), si becca una ulteriore sanzione amministrativa irrogata dal Prefetto e, essendo recidivo (o essendo il valore facciale dell’assegno rilevante) la permanenza del suo nominativo in CAI viene protratta (dal Prefetto) oltre i sei mesi (fino a due anni nella fattispecie).

E, non c’è assolutamente proprio nulla da fare: si tratta di un problema esclusivo dell’incauto traente!

27 Giugno 2019 · Simonetta Folliero



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