Invalidità e indennità di accompagnamento


Pensione invalidità

A seguito di visita medica presso ASL, la Commissione medica ha accertato che la patologia di cui soffriva il paziente ultra 65enne era “cardiopatia ischemica infartuale in instabilità clinica. Deficit selettivo di memoria”. Inoltre, nell’anamnesi era dichiarato “Demenza di Alzheimer, diabete mellito, protesi ginocchio” In conclusione, il paziente è stato dichiarato “Invalido con totale e permanente inabilità lavorativa al 100% (articoli 2 e 12 della legge 118/71). Da ciò, si può rilevare che il paziente sia invalido civile non solo in senso fisico ma anche per le affezioni di tipo psichico e/o intellettive? (art. 1 legge 509/1988).

Come sappiamo, l’anamnesi, in medicina, è la raccolta dalla voce diretta del paziente e/o dei suoi familiari, di tutte quelle informazioni che possono aiutare il medico a indirizzarsi verso una corretta diagnosi della patologia da cui è affetto il paziente. Si tratta, tuttavia, di affermazioni di parte (demenza presenile di Alzheimer).

Peraltro, un deficit selettivo della memoria (amnesia selettiva) lascia intatte le abilità motorie e percettive, e l’apprendimento non associativo. I pazienti affetti da deficit selettivo della memoria, in sostanza non possono apprendere nuove informazioni.

Insomma, dalla diagnosi emerge che il soggetto è in condizioni di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore e di compiere gli atti quotidiani della vita. Anche se incapace di compiere qualsiasi attività lavorativa.

A nostro parere al caso prospettato non è applicabile la sentenza 5031/2016 della Corte di cassazione, secondo la quale l’indennità di accompagnamento deve essere riconosciuta anche a chi, pur essendo capace di compiere gli atti della vita quotidiana, necessita comunque della presenza costante di un accompagnatore a causa di gravi disturbi nella sfera intellettiva, cognitiva o volitiva dovuti a stati patologici gravi o a gravi carenze intellettive tali da non renderlo autonomamente in grado di svolgere tali atti nei modi o nei tempi appropriati per salvaguardare la propria salute e la propria dignità personale senza porre in pericolo sè e altri.

22 Ottobre 2018 · Tullio Solinas

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