INPS ed Agenzia Entrate – Il riassunto delle scadenze estive


Vorrei sapere, in breve, quali sono tutte le scadenze prossime, nei mesi estivi, di tutti gli appuntamenti per i pagamenti all’INPS ed Agenzia Entrate.

Potete aiutarmi?

Estate, tempo di ferie ma anche di scadenze con il Fisco: e quest’anno più che mai sono concentrate nel giro di poche settimane, sarebbero addirittura circa 260 in totale fino alla fine della stagione estiva.

E ancora una volta è la pandemia da coronavirus la causa dell’accavallarsi di tutto questo, in quanto le continue proroghe e sospensioni di pagamenti sono terminate. L’emergenza sta rientrando e l’Agenzia delle Entrate è pronta a riscuotere tutto quanto non ha riscosso nel 2020 e all’inizio del 2021.

Una situazione che creerà un vero e proprio ingorgo in cui il collo di bottiglia è rappresentato anche dal periodo di ferie a cui naturalmente gli studi contabili e i commercialisti vanno incontro. Giorni che si perderanno, ma che l’Agenzia sembra non aver preventivato, dando scadenze improrogabili.

Stesso discorso per l’Inps, che soprattutto per il mese di luglio ha fissato parecchie date da non dimenticare.

Agenzia delle entrate: scadenza al 2 settembre per la richiesta dei contributi a fondo perduto
Una prima scadenza da tenere a mente, ma questa volta a favore dei contribuenti, è quella del 2 settembre. Entro quella data dovrà essere presentata richiesta al Fisco del contributo a fondo perduto alternativo già previsto dal decreto Sostegni Bis.

Le domande si sono aperte lunedì 5 luglio per chi intende avvalersi dell’area riservata del portale “Fatture e corrispettivi”, direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Si aprono invece oggi, 7 luglio, i termini per l’invio delle domande da Intratel e Fisconline.

Dicevamo, scadenza al 2 settembre. Fino a quel giorno si potranno presentare anche più domande, qualora ci si dovesse rendere conto che si è commesso un errore. Quella precedente verrà automaticamente cestinata.

Il contributo ha una ratio diversa rispetto a quello erogato fino a oggi automaticamente dall’Agenzia delle Entrate. Per questo infatti bisognerà presentare domanda e accedervi richiede requisiti diversi. Il bonus verrà erogato a favore di chi ha registrato compensi o ricavi fino a un massimo di 10 milioni di euro. In questo caso l’importo potrà raggiungere i 150mila euro, ma non andare oltre. Tutto, purché ci sia stato un calo medio mensile del fatturato di circa il 30% nel periodo tra aprile 2020 e marzo 2021 rispetto allo stesso dell’anno precedente.

Occhio alle domande: possono presentare dei tranelli. Infatti, al momento della compilazione della richiesta viene chiesto di indicare tutti i contributi ricevuti fino a ora dall’inizio dell’emergenza pandemica. Uno sforzo che necessita di essere fatto se si vuole accedere al contributo e su cui non ci si possono permettere errori.

Per quanto riguarda i pagamenti delle cartelle esattoriali, sono due le date da segnare in rosso sul calendario. Il 9 e il 31 agosto. Per quanto riguarda la seconda, si tratta della data a partire dalla quale arriveranno le notifiche dei nuovi pagamenti dovuti al Fisco. Lo ha stabilito un decreto del Consiglio dei Ministri approvato lo scorso 30 giugno con cui si posticipa la data di altri due mesi. Slittano invece al 30 settembre i pagamenti delle rate scadute.

Per quanto riguarda la data del 9 agosto, è quella che riguarda tutti i pagamenti relativi alla pace fiscale, quindi rottamazione ter e saldo e stralcio delle cartelle. Per loro, nessuna proroga.

Entro la fatidica data, a cui manca poco più di un mese e fissata a ridosso delle ferie ferragostane, bisognerà aver saldato tutti i pagamenti delle rate scadute nel corso del 2020 e di quelle sospese a partire dallo scorso mese di marzo.

In realtà, quella del 9 agosto è già una scadenza dilatata. Questo perché è al 31 luglio che sono fissati i termini per la risoluzione di tutte le pendenze con l’Agenzia delle Entrate. Quella di agosto è la data già calcolata con l’aggiunta dei cinque giorni di tolleranza per evitare sanzioni e i giorni festivi.

Promemoria: sei versamenti da fare. Quattro relativi alle rate della rottamazione ter, due invece riguardano il saldo e stralcio delle cartelle. Infine, dal primo settembre ripartiranno anche i pignoramenti.

La prima data da tenere a mente per il mese di luglio è quella del 12, lunedì prossimo, termine ultimo fissato per il pagamento dei contributi dovuti all’Inps sull’assunzione di colf e badanti. Quelli in prossima scadenza sono relativi alla seconda rata delle quattro previste per ogni anno (la prima in scadenza ad aprile, la seconda, appunto, a luglio, la terza a ottobre e la quarta entro il 10 gennaio dell’anno successivo).

Qualche giorno dopo, il 16 luglio, in scadenza anche la seconda rata delle imposte sui redditi che devono essere versate dai possessori di partita IVA. Questa data è valida soltanto per coloro che non sono stati inclusi nella proroga dei versamenti decisa col DPCM del 28 giugno.

Chi riguarda quindi la scadenza del 16 luglio? Tutti coloro che hanno optato per la rateizzazione del saldo del 2020 e per l’acconto del 2021 di IRPEF, IRES, IRAP, cedolare secca e altre imposte.

Nel dettaglio, ecco gli adempimenti fiscali a cui si dovrà assolvere entro questa data: versamento dell’IVA per i contribuenti con liquidazione relativa al mese di giugno 2021 e utilizzando il modello F24 con codice tributo 6006; versamento dell’IRPEF delle ritenute alla fonte come acconto effettuate dai sostituti di imposta nel mese di giugno, riferite ai lavori dipendenti o assimilati, ai redditi di lavoro autonomo e alle provvigioni su commissione, agli addizionali comunali e regionali. Anche in questo caso si può usare il modello F24, con codice tributo 1040.

Le scadenze di luglio non sono ancora finite. Anche la seconda metà del mese ne è ricca e la prima è fissata al 20 luglio. Si tratta di quella riservata ai titolari di partita IVA che portano avanti un’attività per cui sono approvati gli ISA. In questo sono inclusi anche i forfettari. Si tratta dei versamenti sia di saldo che di acconto di IRPEF. IRES E IRAP. Slittata invece al 20 agosto la scadenza dei pagamenti con maggiorazione dello 0,40 per cento.

Questa scadenza, nonostante sia prossima, è tuttavia da prendere con le pinze perché, in corso di trasformazione in legge del decreto Sostegni Bis, modifiche potrebbero intervenire durante la fase degli emendamenti presentati dai gruppi parlamentari.

La scadenza del 23 luglio interessa invece CAF e professionisti. Entro quella data l’Agenzia delle Entrate richiede che venga inviato, esclusivamente in via telematica e in riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate dal 21 giugno al 15 luglio, tutto quanto concerne i prospetti di liquidazione e le dichiarazioni elaborate (modello 730), tutti i risultati contabili delle dichiarazioni e le indicazioni circa la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF.

Sempre entro la stessa data, poi, i CAF o i commercialisti devono provvedere a rilasciare la copia della dichiarazione dei redditi con il relativo prospetto di liquidazione.

Neanche gli ultimi giorni di luglio l’Inps va in vacanza. L’Istituto richiede che entro quella data vengano inviati gli elenchi Intrastat, sia da parte di chi li manda mensilmente, sia da parte di chi li manda ogni tre mesi. Per quanto riguarda i primi, sono obbligati alla trasmissione, in riferimento al mese di giugno, coloro che effettuano transazioni superiori ai 50mila euro per trimestre al fine di acquistare all’interno dei confini europei.

Per quanto riguarda i secondi, invece, (trimestre di riferimento: aprile-giugno 2021), l’obbligo riguarda coloro che effettuano questo tipo di transazioni per importi totali inferiori a 50mila euro.

Infine, ultimo giorno da segnare sul calendario è quello del 30 luglio. In questa data in origine era fissata la scadenza del versamento delle imposte sui redditi con maggiorazione dello 0,40%, riservata ai possessori di partita IVA, ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, poi posticipata al 20 agosto.

Sempre lo stesso giorno, termine ultimo per coloro che hanno più di 75 anni e vogliono presentare domanda di esonero dal pagamento Rai 2021. Requisito per accedere a questa possibilità è quello di avere un reddito ISEE inferiore a 8mila euro e in ogni caso l’esonero riguarderà soltanto la seconda metà dell’anno in corso, ma sarà comunque valido eventualmente per tutto il 2022. Autocertificazione e documento di identità alla mano, per presentare domanda bisogna recarsi o a un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate o spedire la richiesta tramite raccomandata, senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 – Torino.

Il Fisco sta andando incontro a una notevole riforma. A riguardo, si è espressa in questi giorni la Commissione Finanze, elaborando alcune proposte. In primis, potrebbe fare la sua comparsa un codice tributario che racchiuda tutte le norme fiscali. Per quanto riguarda L’IRPEF, l’idea della Commissione è quella di confermare l’individuo alla base dell’unità impositiva fiscale. Il tutto però, tentando di ridurre l’aliquota impositiva e tenendo sempre un occhio di riguardo sulla pressione fiscale sul ceto medio.

Viene ancora auspicato il mantenimento del regime forfettario, purché venga prevista una modalità per incentivare la micro imprenditoria individuale. Quindi, regime opzionale agevolato biennale di transizione.

Sembra poi essere confermata, così come consigliato anche dalla Commissione, la rateizzazione delle imposte sui redditi. Dovrebbe configurarsi in una divisione di sei rate mensili, tutte di pari importo, per gli ultimi sei mesi dell’anno e relative al saldo e al primo acconto, mentre nella prima parte dell’anno le sei rate saranno dedicate al pagamento del secondo acconto.

Queste sono solo alcune delle proposte della Commissione Finanze sulla riforma del Fisco che si avvia a essere portata a termine.

9 Luglio 2021 · Giorgio Valli



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