Indennità di mobilità percepita e non dovuta

Nel 2017, mentre ero in regolare mobilità da quasi tre anni, ho maturato gli anni per andare in pensione di vecchiaia: ho fatto regolare domanda all’INPS presso un CAF, comunicando nel contempo ad INPS che non avevo più diritto alla mobilità, perche appunto avevo fatto domanda di pensionamento.

La domanda di pensione dopo neanche un mese fu accettata da INPS e quindi la pensione decorreva dal 01/10/2017. L’INPS ha continuato invece a pagarmi la mobilità fino al 30/07/2018. A novembre del 2017, vedendo appunto che continuavano a pagarmi la mobilità andai allo sportello INP segnalando la circostanza e l’impiegato disse verbalmente che avrebbero provveduto alla cessazione. Ora a Febbraio 2020 mi arriva da INPS una lettera di indebito per i dieci mesi di mobilità percepita. Cosa devo fare? Io non ho omesso nessuna comunicazione: in più ho pure dichiarato queste somme percepite nella dichiarazione fiscale.

Ha 48 mesi di tempo (4 anni) per chiedere ad Agenzia delle Entrate il rimborso dell’imposta correlata all’indennità di mobilità (naturalmente, per la sola parte eventualmente calcolata in eccedenza alla ritenuta alla fonte),

Per il resto, pur considerando che non è possibile eccepire la circostanza che l’INPS non potesse non essere al corrente della pensione di vecchiaia erogata al beneficiario dell’indennità di mobilità, potrebbe esperire, comunque, il tentativo di presentare un ricorso amministrativo all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale per chiedere di poter restituire la sola somma capitale percepita, gravata da interessi legali, ma senza eventuali sanzioni per l’indebito.

19 Febbraio 2020 · Tullio Solinas

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