Azione revocatoria dell’atto di compravendita della casa del debitore


I miei genitori hanno ingenti debiti con il fisco e con una società di recupero crediti la quale avendo ipoteca sulla casa minaccia il pignoramento. Stiamo trattando con questa società per ottenere un accordo di saldo e stralcio. Se ricompro casa dei miei, in cui abito anche io, a un giusto prezzo e con il ricavato estinguo il debito con la società, essendo io figlia dei debitori, l’agenzia delle entrate può chiedere revocatoria?

L’articolo 2901 del codice civile (sull’azione revocatoria) stabilisce che non è soggetto a revoca l’adempimento di un debito scaduto: quindi l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER, che si occupa di ottenere coattivamente il rimborso dei debiti vantati dal fisco) non potrebbe opporsi ad una vendita finalizzata a rimborsare il creditore ipotecario. Infatti l’AdER, pur potendo eccepire che anche i crediti per cui essa agisce risulterebbero scaduti, non potrà non convenire che i crediti garantiti da ipoteca siano privilegiati rispetto a quelli esattoriali.

Agenzia delle Entrate Riscossione, tuttavia, potrebbe proporre comunque azione revocatoria dell’atto di compravendita qualora il ricavato della transazione risultasse superiore al credito garantito da ipoteca e la differenza non fosse destinata al rimborso, seppur parziale, del debito esattoriale. In ciò agevolata anche dalla circostanza che la compravendita sia avvenuta in un contesto endo-familiare (cioè fra parenti).

30 Novembre 2021 · Paolo Rastelli



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