Fallimento catena Dentix – Quali sono le opzioni per riavere il denaro perso?

Ho letto l’intervento sul fallimento della clinica odontotecnica dentix ed anche io sono interessato dalla vicenda, avendo anticipato il pagamento per delle cure che non potrò mai ricevere a causa della bancarotta.

Vorrei sapere se si sta smuovendo qualcosa di concreto per riavere indietro il denaro perso.

Le 57 cliniche dentali Dentix in tutta Italia continuano a essere chiuse e il numero verde muto: Il lockdown si è abbattuto come un maglio sul gruppo spagnolo, che era già in difficoltà in patria prima del Covid e, a emergenza finita, non ha riaperto le saracinesche dei suoi studi in Italia.

Per le centinaia di clienti il danno è enorme.

C’è chi ha pagato in anticipo per cure dentali o odontoiatriche che potrebbe non ricevere mai, chi ha già iniziato una cura e ora non sa se potrà concluderla.

E tanti finanziamenti in corso, per cifre che possono anche raggiungere i diecimila euro.

Ora, però, c’è uno spiraglio di speranza e ad aprirlo è l’associazione di categoria Ancod, che riunisce sette centri odontoiatrici specializzati: DentalPro, Primo, Caredent, Vitaldent, HDental, Dentalcoop, Veradent.

Dentix non fa parte dell’associazione ma Ancod, i cui associati dispongono in totale di 500 studi in Italia, fa una proposta attraverso il presidente Michel Cohen:, il quale dice che: Siamo disponibili a curare noi questi pazienti senza far perdere loro un soldo. Si potrebbero chiudere i contratti di finanziamento con Dentix e aprirne altri, con i nostri associati come controparte e lasciando intatto il rapporto con la stessa finanziaria.

Per i clienti tutto ricomincerebbe dal punto in cui si era fermato prima del lockdown, sia con le cure sia con le rate.

A cambiare sarebbe solo il contratto.

Una mano tesa certo non disinteressata visto che si tratta di accaparrarsi tutta la clientela di Dentix, ma che porterebbe a casa un risultato importante: non far perdere né soldi né salute a nessuno.

La soluzione che si sta studiando sarebbe l’ideale per chi ha sottoscritto dei finanziamenti.

Meno per chi ha pagato in contanti.

In questi casi i clienti più tutelati sono sempre quelli delle finanziarie perché il Testo unico bancario prevede, in caso di inadempimento da parte del fornitore, la possibilità di risolvere il contratto e di farsi restituire le rate già pagate.

Perché sia possibile attivare questa norma, però, è necessario mettere subito in mora la società, in caso di pratiche commerciali scorrette scatterà istantaneamente un esposto all’Antitrust.

Si consiglia anche di scrivere subito alla propria finanziaria per spiegare la situazione e mettersi al riparo da possibili segnalazioni nel registro dei cattivi pagatori.

C’è anche un’altra questione pratica da considerare: il recupero delle cartelle cliniche per poter continuare altrove le cure necessarie che al momento sono nei cassetti e nei server di Dentix.

Nel frattempo, a proposito di una riapertura, la società spagnola resta possibilista.

Almeno sul proprio sito, dove spiega che, pur non potendo ignorare la realtà, la società sta lavorando “giorno per giorno per studiare soluzioni che possano garantire un percorso di continuità a Dentix.

Per proteggere le urgenze e pianificare un percorso di ritorno alla normalità.

Ai pazienti che hanno cure in corso, Dentix spiega che quando l’azienda avrà modo di aprire gli ambulatori continueremo i trattamenti con la stessa qualità e lo stesso servizio che abbiamo sempre offerto.

Difficile capire se siano parole vuote o concreti segnali di speranza.

12 Giugno 2020 · Giovanni Napoletano

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