Legittimaria esclusa dall’eredità dopo donazione simulata da vendita fatta in vita dal defunto

Mio padre aveva delle piccole proprietà in immobili: noi siamo due sorelle e poi c’è mia madre, io sono separata e vivo per conto mio, mentre mia sorella non è sposata e vive con loro; papà è venuto a mancare a febbraio 2018 ed ho saputo da terze persone che hanno fatto compravendita a mia sorella (che peraltro è disoccupata), il tutto alle mie spalle. Come è possibile che io sia stata esclusa in questo modo? Posso intervenire e come?

L’articolo 737 del codice civile (collazione) prevede che I figli ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi (alla massa ereditaria da ripartire) tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente.

Dal momento che sua sorella è disoccupata l’atto di compravendita dissimula, in modo evidente, una donazione: ove il de cuius abbia dissimulato una donazione attraverso un contratto oneroso, il legittimario leso deve esperire prima l’azione di simulazione, poi quella finalizzata al ripristino della quota di legittima. Quanto alla prima, essendo egli terzo, può provare la simulazione anche per testimoni.

Non le resta quindi che affidarsi ad un avvocato per reclamare, per via giudiziaria, la parte di eredità che le spetta.

17 Dicembre 2018 · Ornella De Bellis

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