Domanda di composizione della mia crisi da sovraindebitamento che mi vede disoccupato e debitore di decine di migliaia di euro per imposte che non ho potuto e non potrò versare


Sono disoccupato, precedentemente titolare di partita iva per un ventennio ho accumulato debiti solo con l’agenzia entrate riscossione per oltre 80 mila euro. Ho ricevuto negli ultimi 3 anni dell’attività accertamenti fiscali catastrofici.

Ora ho intenzione, visto che non potrò fare fronte a niente, di accedere alla domanda di sovraibdebitamento. La mia domanda: se nel frattempo attivo la domanda ed in seguito arrivano gli ultimi due anni dell’accertamento cosa succederebbe? Aspetto due anni altri per la domanda?

Vediamo di condurre la questione nei termini giusti: non bisogna pensare che la procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento, nella specie la presentazione di un piano del consumatore, possa portare ad azzerare di punto in bianco debiti ordinari e/o esattoriali.

Al momento lei non ha un lavoro e non possiede immobili di proprietà: quindi non ha motivo di temere azioni esecutive da parte del creditore esattoriali come il pignoramento dello stipendio o l’espropriazione delle casa di proprietà. Se avesse un lavoro, la legge già la tutelerebbe ampiamente, considerando che la sua busta paga sarebbe scalfita solo minimamente con un prelievo del 10% in busta paga per il rimborso di 8 mila, 80 mila o 800 mila euro che fossero di tributi dovuti e non versati. Se avesse una casa di proprietà dove avesse stabilito la propria residenza, questa non sarebbe pignorabile, qualunque fosse l’entità del debito.

D’altra parte, se avesse immobili di proprietà, il giudice del sovraindebitamento non accetterebbe alcun piano di rientro dal debito che non prevedesse prioritariamente la liquidazione del patrimonio immobiliare posseduto, considerando che, comunque, tanta gente normale vive in affitto.

Non si possono chiedere sacrifici ai creditori senza ottenere in cambio, sacrifici almeno pari al debitore. Eliminare situazioni di sovraindebitamento che creano tensioni sociali e familiari, non vuol dire espropriare il creditore, seppure pubblico, del diritto di ottenere il versamento delle imposte su cui conta per il mantenimento dello Stato sociale.

In altre parole, la sua situazione non corrisponde al target ordinario di debitori che possano beneficiare della legge 3/2012 per la composizione delle crisi da sovraindebitamento.

30 Novembre 2020 · Annapaola Ferri



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