Dazn: stop abbonamento condiviso da Dicembre – Utenti infuriati: boom di recessi


Ho attivato un abbonamento condiviso con Dazn, a metà con un caro mio amico, per poter vedere le partite della mia squadra preferita e dividermi le spese mensili: ho saputo, però, che la piattaforma ha deciso di fermare questa pratica.

E’ vero?

Brutte sorprese per gli abbonati Dazn: addio all’utilizzo di due dispostivi in contemporanea per accedere alle offerte in streaming del colosso inglese, che non commenta la notizia, ma si prepara alla rivoluzione.

La modifica dovrebbe essere valida sia per gli abbonamenti in essere sia per quelli nuovi.

Indiscrezioni danno imminente il cambiamento, che potrebbe arrivare già a metà dicembre (per cambiamenti del genere è necessario inviare comunicazione agli utenti con un preavviso di 30 giorni per permettere loro di decidere se rinnovare o disdire l’abbonamento mensile).

La cancellazione della cosiddetta «concurrency», un account più dispositivi, rientra nella logica di aumentare il numero di abbonati della piattaforma che per il prossimo triennio (fino al 2024) ha sette gare in esclusiva della serie A e tre in coesclusiva, essendosi aggiudicata i pacchetti 1 e 3.

Dati alla mano, Dazn conterebbe un 20% di media di utilizzi di questa «doppia utenza contemporanea».

Da ricordare che per abbonarsi si paga al mese 29,99 euro.

Con questo tipo di abbonamento è possibile guardare tutti i contenuti compresi documentari, serie e prodotti Originals.

Nel presentare l’offerta però viene specificato che è «doppia» proprio in riferimento ai due device disponibili. «Con un’unica sottoscrizione, inoltre, Dazn praticamente si sdoppia: potrai guardare due contenuti – uguali o differenti – allo stesso momento e su due dispositivi diversi», recita il claim.

Rimasto finora invariato, permetteva di accedere allo stesso contenuto in contemporanea con due dispositivi (eventi di Dazn che dovrebbero comunque restare visibili su sei dispositivi).

E agli abbonati permetteva di condividere la visione in famiglia o tra amici.

Ma presto, appunto, dovrebbe partire la rivoluzione.

Il motivo di questa decisione sarebbe riconducibile anche alla lotta alla pirateria, un fenomeno sempre più diffuso, e alla “sharing economy” che consente agli utenti di “rivendere” parte dell’abbonamento con altre persone.

Non è chiaro se questo cambiamento porterà anche a una modifica dei parametri economici dell’accordo con i clienti che ad oggi è di 29,99 euro al mese (19,99 per chi si è abbonato entro il 1° luglio).

La pratica sarà impedita a due device che si trovano a distanza l’uno dall’altro.

Cosa significa?

Con tutta probabilità, coloro che risiedono nella stessa casa potranno continuare a guardare le partite, gli highlight e gli eventi trasmessi condividendo l’abbonamento, mentre due utenze collegate da luoghi diversi non saranno più in grado di farlo.

Così due familiari, amici, coinquilini o colleghi potranno continuare a guardare Dazn nello stesso momento da due dispositivi differenti mediante un unico account, ma a patto di trovarsi nelle immediate vicinanze, mentre sarà loro impedito farlo da luoghi diversi.

La decisione di Dazn di bloccare a partire dalla metà di dicembre gli abbonamenti “multiuso” finisce all’attenzione dell’Agcom e dell’Antitrust.

Il Codacons, dopo la notizia ha deciso infatti di presentare un esposto all’Autorità per le comunicazioni e a quella per la concorrenza affinché si accerti la correttezza dell’operato della società.

Se sarà confermata la decisione di Dazn di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali e bloccare l’accesso ai contenuti in contemporanea da due device, si potrebbe profilare un danno per quegli utenti che hanno attivato abbonamenti sulla base di condizioni su cui ora Dazn fa marcia indietro – spiega il Codacons –

Se da un lato è comprensibile l’esigenza di combattere la pirateria, dall’altro è innegabile che modificare le regole del gioco dopo che gli utenti hanno accettato le condizioni proposte dalla società e siglato gli abbonamenti potrebbe configurare una violazione delle norme civilistiche e del Codice del Consumo, con una conseguente lesione dei diritti dei consumatori.

Per tale motivo il Codacons annuncia un esposto ad Agcom e Antitrust, affinché aprano una istruttoria sul caso e, se confermata la decisione di Dazn, accertino la correttezza dell’operato della società sanzionando qualsiasi violazione delle disposizioni in tema di contratti.

9 Novembre 2021 · Giovanni Napoletano



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