Dazn e aumenti dei prezzi – Serie A più attenta ai consumatori: ecco le proposte

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Visti gli aumenti dei prezzi e l’impossibilità di dividere l’account, ho deciso di disdire con DAZN: ormai è diventato un salasso anche andare allo stadio o godersi le partite davanti al divano.

Nessuno si muove?

Si è chiusa da poco la Serie A 2021-2022, tuttavia le polemiche sulla pay-tv non sono andate in vacanza e, anzi, sembrano destinate ad aumentare via via che la nuova stagione si avvicina: ma in questa battaglia di posizione c’è chi propone qualcosa di concreto.

L’associazione Altroconsumo infatti ha lanciato una petizione chiamata “Il calcio che vorrei”.

L’obiettivo è spingere Dazn a modificare alcune condizioni per rendere gli abbonamenti più “consumer friendly” ma si rivolge anche alla Lega Calcio, per cambiare il rapporto tra tifoso da stadio e società di calcio.

Per il 2022-2023 infatti la piattaforma Dazn ha già annunciato rincari e condizioni più stringenti per i clienti, in particolare non sarà più possibile vedere la stessa partita da due dispositivi diversi (a meno che non si trovino nella stessa casa). Almeno, non allo stesso prezzo di prima.

L’azienda aveva già provato a modificare queste condizioni alcuni mesi fa, a stagione in corso, motivandola col fatto che diversi abbonati utilizzassero l’opportunità in modo irregolare (ad esempio facendo pagare a loro volta per la condivisione).

L’annuncio di Dazn aveva però provocato una protesta dei suoi clienti e una levata di scudi generale. Adesso, però, è proprio arrivato il momento.

Ma la novità più dolorosa per i tifosi di calcio è l’aumento del costo mensile. Dazn, che ha ottenuto i diritti di trasmissione della Serie A fino al 2024, ha infatti alzato il prezzo dell’abbonamento base da 19,99 (prezzo di favore per chi nel 2021 aveva approfittato dell’offerta estiva) a 29,99 euro.

Considerato che non si potrà più usare lo stesso account per vedere la partita da due luoghi diversi, la sostanza è che si pagherà di più per avere in cambio un servizio più povero.

Chi vorrà usare lo stesso account per poterlo condividere con parenti e amici potrà continuare a farlo, ma dovrà pagare 39,99 euro al mese abbonandosi a Dazn Plus, cosa che si potrà fare da settembre 2022.

In questo caso si potranno registrare e collegare all’account sei dispositivi, ma rimane il fatto che se ne potranno utilizzare al massimo due insieme (senza limitazioni però, cioè i dispositivi potranno anche trovarsi in luoghi o città diverse). Quindi: stesso servizio della stagione scorsa a prezzo raddoppiato.

Per ovviare al caro-abbonamento Altroconsumo ha proposto a Dazn di vendere pacchetti personalizzati. Cioè la possibilità di abbonarsi solo alle partite della propria squadra del cuore, anziché a tutte le gare della Serie A.

Qualità streaming. A questo si aggiunge la questione della piattaforma unica, un problema che le associazioni di consumatori hanno sollevato da subito. Mentre Sky dava la possibilità di vedere la partita via satellite, via digitale terrestre o in streaming,

Dazn trasmette solo in streaming penalizzando così chi si trova in aree del Paese in cui non c’è una connessione in banda larga. Chi si trova in aree con accesso limitato può guardare Dazn in digitale terrestre sul canale 409, ma solo dopo aver acquistato un apposito decoder e senza piena libertà di visione, visto che su digitale vengono trasmesse solo alcune partite.

Nella scorsa stagione i problemi di visualizzazione sono stati diversi, tanto che l’autorità di settore Agcom ha pubblicato gli standard di qualità cui gli operatori dovranno attenersi, pena l’obbligo di rimborsare il cliente del 25% dell’abbonamento mensile, fino al 100% nel caso in cui i disservizi continuino per tutta la durata del mese.

Dazn ha sempre sostenuto che solo pochissimi abbonati siano stati colpiti dai problemi tecnici, ma un’indagine pubblicata da Altroconsumo e YouTrend nell’autunno 2021 dice altro: 3 utenti su 4 avevano avuto, almeno una volta, disservizi mentre tentavano di guardare le partite su Dazn.

Le percentuali erano molto alte anche tra gli utenti dotati di connessione veloce (il 72% contro l’87% di chi aveva una connessione lenta).

Stadi e biglietti. La petizione di Altroconsumo si estende anche al calcio dal vivo con due proposte. La prima prevede di incentivare gli interventi per rinnovare e manutenere gli impianti, che oggi sono in larga parte vecchi e scomodi.

L’altra prevede un sistema di calmieramento del prezzo dei biglietti basato su uno standard, da definire in base all’importanza della partita “eliminando situazioni di speculazione costante dei prezzi dei biglietti”.

La raccolta firme digitale, spiega il responsabile relazioni esterne di Altroconsumo, Federico Cavallo, è di “chiedere un aggiornamento della legge Melandri-Gentiloni che, essendo stata emanata nel 2008, non è aggiornata all’evoluzione tecnologica.

Di conseguenza, la legge non disciplina l’aspetto relativo alla garanzia di livelli qualitativi della trasmissione né è previsto che la qualità del servizio sia un criterio di valutazione ai fini dell’assegnazione dei diritti a un determinato soggetto”. L’obiettivo è inserire nella legge gli standard tecnici e di qualità di trasmissione che, chi ottiene i diritti, dovrà rispettare.

16 Giugno 2022 · Andrea Ricciardi



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