Datore di lavoro inadempiente – Come ottenere il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e le ultime retribuzioni mensili (fino ad un massimo di tre) spettanti e non versate dall’azienda?

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Dopo aver lavorato con una srl a socio unico per 12 anni, lo scorso febbraio il mio datore di lavoro ha venduto l’azienda dopo di che ha iniziato a dirmi di dare le dimissioni perché mi avrebbe assunto con un’altra srl semplificata che aveva intestato ad un ex dipendente.

Ad ottobre ho dato le dimissioni perché ho ricevuto un’offerta da una grande azienda, ma non ho ricevuto nè la tredicesima, nè il tfr, nè ultima retribuzione, ferie e permessi non goduti.

So che a febbraio l’azienda verrà messa in liquidazione e l’ex datore di lavoro mi ha detto che mi darà 600 euro al mese cash per il totale di 15000 che mi deve.

Io non so se fidarmi, tra l’altro il fatto della vendita mi sa che mi taglia fuori anche dal fondo di garanzia inps (Ordinanza n. 1534 del 23/01/2020, la Corte di Cassazione, sez. VI, TFR: chi lo paga in caso di trasferimento d’azienda? (diritto.it)) ed ho paura di perdere tutto.

Il mio datore di lavoro mi ha anche chiesto di aspettare che a febbraio metta in liquidazione l’azienda prima di fargli ingiunzione di pagamento ed altri procedimenti, ma io voglio tutelarmi e fare in modo di non perdere i miei soldi, anche chiedendone conto a lui personalmente, ho pensato anche a chiedergli di pagarmi tramite cambiali. Cosa mi consigliate di fare?

Grazie anticipatamente

Il Fondo di garanzia per il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e per i crediti di lavoro, gestito dall’INPS, interviene ad erogare il TFR e le retribuzioni maturate negli ultimi tre mesi del rapporto in sostituzione del datore di lavoro insolvente.

Nell’ipotesi di società datrice di lavoro non soggetta alle procedure fallimentari (stiamo esaminando questa ipotesi) e qualora lei non abbia prestato servizio con la società cessionaria, ma abbia presentato le dimissioni alla società cedente, il requisito per l’intervento del Fondo è l’insufficienza delle garanzie patrimoniali della datrice di lavoro cedente a seguito dell’esecuzione forzata: il requisito si realizza quando il lavoratore provi di aver tentato di realizzare il proprio credito in modo serio e adeguato ricercando, con la normale diligenza, i beni del datore di lavoro nei luoghi ricollegabili alla persona dello stesso.

Ora il problema è rappresentato dal fatto che il suo datore di lavoro è una azienda srl unipersonale e non una persona fisica: la cosa da fare subito è pertanto quella di affidarsi ad un avvocato o ad una associazione sindacale per ottenere un decreto ingiuntivo dal Tribunale del lavoro territorialmente competente.

Dovrà cercare di escutere la società a responsabilità limitata datrice di lavoro e solo dopo inutili tentativi portati a termine potrà rivolgersi all’INPS per ottenere il TFR maturato e l’ultimo stipendio non versato.

Per completezza, ricordiamo che una srl non è soggetta alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo qualora dimostri il possesso congiunto dei seguenti requisiti:

  1. aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;
  2. aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;
  3. avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila.

29 Dicembre 2020 · Marzia Ciunfrini

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