Costi nascosti per penali di disattivazione – Le compagnie telefoniche continuano ad agire nell’ombra

Ho aderito alla promozione Vodafone internet unlimited ad Aprile 2019, ma poi a Settembre 2019 ho deciso di cambiare, passando a WIND.

Con mia grande sorpresa, però, qualche giorno fa mi è arrivata una bolletta di 388 euro da pagare, per costi di disattivazione linea e cessazione contratto.

Cosa posso fare?

I costi di disattivazione restano creatura mitologica: gli operatori della telefonia li comunicano malamente, spesso, e gli utenti quindi continuano a sorprendersi nel leggerli.

Vediamo l’offerta Internet Unlimited.

Non è dato sapere come l’utente vi abbia aderito e se il negoziante o il call center (se queste sono le modalità scelte) sono stati trasparenti sui costi di disdetta.

Ma online alla pagina dell’offerta, in basso, sotto il titolo “tutto quello che devi sapere” si legge “Permanenza contrattuale, costi di recesso e di disattivazione della linea.

Permanenza contrattuale minima di 24 mesi.

In caso di migrazione verso altro operatore o di cessazione della linea è previsto un costo di disattivazione di 28 euro”.

Tutto lascia pensare che il costo sia di 28 euro e che non ci siano altri costi di disdetta; del resto, è “tutto quello che devi sapere”, no? Non c’è nulla che faccia pensare che ci siano costi ulteriori a fronte di quella “permanenza contrattuale minima”.

Dobbiamo cliccare su un microscopico “info” sotto Vodafone Ready per scoprire che c’è un residuo di 288 euro di rate da pagare in caso di disdetta anticipata (6 euro per ogni mese che mancava al 24esimo di contratto).

Vodafone Ready è presentato come un “servizio”, perché bisogna pagarlo anche se non lo si fruisce più?

Dal call center spiegano che è considerato costo di attivazione (che però ha un’altra voce sotto, 24 euro; da questa pagina non si comprende se va pagato in caso di disdetta anticipata, ma dalla pagina Vodafone Informa sembra di sì, in quota parte).

Costo incluso nel canone, quindi se non paghiamo più quest’ultimo dobbiamo pagare il servizio Ready.

Questo in realtà include anche il router Station, ma non è data la possibilità di restituirla per smettere di pagare (su questo punto c’è un lungo braccio di ferro in corso tra operatori e Agcom, come scritto più volte).

In ogni caso l’utente può comunque rateizzare il costo di Ready, l’operatore non può obbligarlo a pagare tutto in un’unica soluzione.

I 388 euro sono quindi costituiti dalle rate Ready, più i 28 euro standard di migrazione, più l’ultimo mese di canone, più probabilmente una quota dei 24 euro di attivazione.

Quanti utenti sono in grado di capire da soli il costo reale di disdetta?

Pochi, probabilmente.

Dato che per altro cambia a seconda del mese di contratto, un consiglio è telefonare al call center e chiederlo prima di fare la disdetta, così da evitare sorprese.

27 Gennaio 2020 · Andrea Ricciardi

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