Pignoramento ed espropriazione della quote di srl in possesso del debitore – Perchè si tratta di azione esecutiva problematica se non impossibile

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Appena maggiorenne mio padre aprì dei conti a mio nome che vennero poi chiusi a sofferenza: dopo vari solleciti di pagamento dalle svariate agenzie di recupero crediti, trascorsi oltre 15 anni da tali chiusure, mi vedo notificare un decreto ingiuntivo da Itacapital di circa 30 mila euro.

Vista la mia situazione non propriamente florida provo con il mio legale a proporre un saldo a stralcio del 15% dell’importo, suggerito dall’ufficio legale della stessa. Certi di avere raggiunto un accordo ci vediamo rifiutare la proposta in quanto data la mia giovane età, potrei un giorno avere altre disponibilità.

Al momento non ho proprietà immobiliari, né beni di proprietà, un conto corrente praticamente vuoto, ho una busta paga di circa 800 euro, ho il 2% di quote di una srl, vivo con il mio compagno nella sua casa ma non siamo sposati, ho una bambina piccola e pago già 330 euro all’agenzia delle entrate ogni mese da rateizzazione.

Ora la mia domanda è la seguente, cosa possono fare ora? Un pignoramento di cosa? Possono pignorare le quote della società? Come posso difendermi?

Per ora, possono pignorarle la busta paga per 160 euro. Più difficile è il pignoramento e la vendita all’asta delle quote di srl dal momento che, in virtù dell’articolo 2269 del codice civile, chi entra a far parte di una società già costituita risponde con gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio: e sarebbe dunque un grosso rischio subentrare nella compagine sociale.

Ma, soprattutto, perchè l’ammissione di un nuovo socio in srl deve essere fatta con deliberazione degli amministratori su domanda dell’interessato (articolo 2528 codice civile). E, dunque, in teoria, chi acquistasse all’asta le quote in possesso del debitore socio di srl, potrebbe essere anche non essere ammesso nella compagine sociale.

14 Febbraio 2020 · Annapaola Ferri

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