Pignoramento del Conto Corrente – Prelievo di stipendi e pensioni accreditati sul conto corrente prima del decreto di assegnazione giudiziale in relazione alla data di notifica al terzo pignorato


Se io dopo il pignoramento del conto corrente non volessi cambiare il conto corrente, per poter prelevare il mio stipendio dovrei necessariamente andare allo sportello o mi verrebbe negato il prelievo?

Come abbiamo più volte ripetuto, dopo il pignoramento del conto corrente e fino al decreto di assegnazione giudiziale al creditore procedente, all’intestatario del rapporto è inibita qualsiasi disposizione relativa alle somme depositate: ora, supponendo che lo stipendio e la pensione non siano stati ancora pignorati rispettivamente presso il datore di lavoro o l’INPS, se sul conto corrente vengono accreditati la pensione o lo stipendio dell’intestatario, il pensionato o il lavoratore dipendente può rivolgersi al funzionario preposto dell’agenzia bancaria o dell’ufficio postale, per prelevare entro i limiti di tre volte l’importo massimo dell’assegno sociale (oggi circa 1380 euro) l’ultima pensione o l’ultimo stipendio accreditati prima della data di notifica al terzo pignorato.

Sempre con il supporto di un funzionario alle dipendenze del terzo pignorato, sempre nell’ipotesi che lo stipendio e la pensione non siano stati ancora pignorati rispettivamente presso il datore di lavoro o l’INPS, l’intestatario del conto corrente pignorato su cui afferiscono stipendio o pensione può prelevare parte dell’ importo accreditato dopo la data di notifica al terzo pignorato: più precisamente il lavoratore dipendente può prelevare l’80% dello stipendio accreditato qualora il credito azionato sia di natura ordinaria o alimentare, oppure il 90% dell’importo accreditato qualora il credito azionato sia di natura esattoriale, sempre che lo stipendio netto non superi i 2.500 euro.

Qualora, invece, pensione o stipendio risultassero già pignorati rispettivamente presso INPS o presso il datore di lavoro da un creditore, naturalmente, diverso da quello che ha pignorato il conto corrente, qualora sul conto corrente fossero stati accreditati la pensione o lo stipendio dell’intestatario prima della notifica al terzo, il pensionato o il lavoratore dipendente può rivolgersi al funzionario preposto dell’agenzia bancaria o dell’ufficio postale, per prelevare entro i limiti di tre volte l’importo massimo dell’assegno sociale (oggi circa 1380 euro) la pensione o lo stipendio accreditati prima della data di notifica al terzo pignorato. Tuttavia, qualora ne valesse la pena, potrebbe ricorrere al giudice dell’esecuzione per vedersi accertato il diritto ad ottenere il 100% dell’importo accreditato in conto corrente.

Infine, se pensione o stipendio risultassero già pignorati rispettivamente presso INPS o presso il datore di lavoro da un creditore, naturalmente, diverso da quello che ha pignorato il conto corrente, qualora sul conto corrente fossero stati accreditati la pensione o lo stipendio dell’intestatario dopo la notifica al terzo, il debitore sottoposto ad azione esecutiva potrà prelevare il 100% degli importi accreditati. Anche qui, potrebbe essere forse necessario ricorrere al giudice dell’esecuzione in quanto il funzionario preposto potrebbe non essere al corrente del fatto che sullo stipendio o sulla pensione grava già una trattenuta giudiziale per debiti.

17 Luglio 2022 · Simone di Saintjust



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