Terreno industriale detenuto in comunione e problematiche connesse all’abuso effettuato da uno dei comunisti


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Due fratelli sono proprietari al 50% di un terreno industriale: su questo terreno uno dei due fratelli vi svolgeva un’attività industriale e nell’ambito di questa attività detto fratello aveva costruito un vano abusivo.

Il Comune ha intimato ad entrambe i fratelli la demolizione di detto vano o fare il condono edilizio che è possibile.

Ora il fratello che ha eseguito l’abuso edilizio è deceduto.
Il fratello superstite non intende accettare il 50% di eredita del fratello defunto.

La pratica di demolizione o di condono si ritiene sospesa fino a quando il 50% del defunto verrà assegnato ad altri eredi oppure tale pratica di demolizione/condono procede ugualmente contro il fratello superstite?

Se il Comune per l’abuso di cui si è reso colpevole uno dei due fratelli ha intimato ad entrambi la demolizione o la sanatoria, si presume che si tratti di un terreno industriale detenuto dai due fratelli in comunione.

In tale ipotesi, il decesso di uno dei due fratelli non comporta alcuna conseguenza sull’iter di demolizione del manufatto abusivo.

29 Gennaio 2021 · Marzia Ciunfrini



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