Limiti per Ader nel pignoramento dello stipendio e del conto corrente


Oggi 6 settembre ho deciso di NON pagare le (due) rottamazioni-ter in scadenza (l’ultime le pagai il 28/2/20 alla vigilia dello stop x pandemia) e a fine settembre probabilmente non riprenderò le due rateizzazioni che ho in corso pur con l’agevolazione delle 10 rate di tolleranza non pagate….al momento che agenzia delle entrate-riscossione busserà alla mia porta (in tutti i sensi) essendo un pubblico dipendente a tempo indeterminato con questa situazione stipendiale:1)pignoramento 1/5 forzoso > durata 12/23 2)cessione volontaria 1/5 durata 2026 quando presumibilmente potrei essere in pensione 3)cessione delega che la ragioneria territoriale ha quasi dimezzato x rendere capiente il pignoramento giudiziale e la cui durata è quindi slittata nel tempo. la domanda nr 1 è : quanto ader può ulteriormente insinuarsi in uno stipendio già dimezzato ex lege?

Domanda nr 2 : in caso di pignoramento del conto corrente ader non dovrebbe poter pignorare l’ultimo stipendio: ma in caso di mensilità con 13ma,emolumenti occasionali, eccetera eccetera può trattenere la differenza tra lo stipendio base ed il resto o vale la regola che l’ultimo stipendio è intoccabile a prescindere e quindi la filiale della banca deve consegnarmi la cifra accreditatami il 23 del mese qualunque sia? domanda nr 3 : eventuali investimenti (conti deposito, quote di fondi comuni, obbligazioni, eccetera eccetera sono aggredibili?
Spero di essere stato chiaro e grazie della cortese risposta.

Per quel che riguarda il pignoramento dello stipendio la regola (articolo 545 del Codice di Procedura Civile) è che non si può prelevare, dallo stipendio al netto degli oneri fiscali e contributivi, nonché degli assegni familiari (che sono impignorabili), una quota superiore al 50% e che nel computo della quota dello stipendio trattenuto da confrontare con il 50% dello stipendio netto non rientra il prestito delega.

In altre parole, con una cessione del 20% dello stipendio in corso, un pignoramento del 20% dello stipendio in corso, per crediti non rimborsati a privati, banche o finanziarie, c’è ancora spazio per un prelievo del 10% destinato a soddisfare i crediti vantati nei confronti del debitore dalla Pubblica Amministrazione per cui agisce l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER, ex Equitalia).

Per quanto attiene il pignoramento del conto corrente la normativa vigente (articolo 545 del Codice di Procedura Civile) stabilisce che, qualora su di esso venga accreditato lo stipendio, il saldo attivo possa essere pignorato solo per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, vale a dire solo per l’importo eccedente 1.379,49 euro circa (qualora l’ultimo accredito superi tale cifra).

Tale importo può essere mensilmente prelevato dal debitore rivolgendosi ad un funzionario della filiale dell’Istituto di Credito (o di Poste Italiane) presso la quale è intrattenuto il rapporto di conto corrente. Tutto il resto, compreso titoli azionari, obbligazionari o quote di fondi di investimento detenuti attraverso un dossier nominativo associato al conto corrente, possono essere liquidati ed acquisiti dal creditore esattoriale procedente.

Su qualsiasi veicolo del debitore può essere iscritto fermo amministrativo.

6 Settembre 2021 · Paolo Rastelli



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