Canone RAI in bolletta – Attenzione ai giochetti a perdere

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Da quello che ho capito la presunzione per il pagamento del canone RAI in bolletta elettrica opera solo se si è residenti anagraficamente e l’utenza luce è di tipo residenziale.

Supponiamo che i coniugi A e B abbiano due case, una a milano e una roma. A è residente a Milano con utenza intestata a suo nome. B è residente a Roma con utenza a suo nome. Dal sito dell’agenzia delle entrate si evince che dovrebbero pagare due canoni RAI perché sono considerate due famiglie anagrafiche.

Ebbene, se A facesse una voltura del contratto di elettricità a B (che non è residente a Milano) e viceversa B facesse una voltura del contratto di elettricità ad A (che non è residente a Roma), la presunzione non opererebbe più?

Sostanzialmente avremmo una bolletta intestata ad un non residente. Si può fare?

Se, come ipotizzato, A facesse una voltura del contratto di elettricità a B (che non è residente a Milano) e viceversa B facesse una voltura del contratto di elettricità ad A (che non è residente a Roma), A e B si troverebbero intestatari di due contratti di fornitura di energia elettrica per uso non residente.

Certamente A e B non sarebbero soggetti al pagamento del canone, ma subirebbero gli aggravi (costo del kWh e tasse) per l’applicazione della tariffa D3, rivolta al cliente non residente (si parla normalmente di seconde case).

Non credo si tratti di un buon affare.

16 Maggio 2016 · Ludmilla Karadzic

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