Blocco del nuovo conto corrente per un vecchio conto corrente mai chiuso che ha generato interessi passivi


In modo inaspettato mi ritrovo che non posso più utilizzare il mio c/c personale: dopo aver effettuato una spesa in un supermercato il bancomat non funzionava, e scopro che non ho più visibilità del mio conto neppure online.

Il servizio clienti non mi fornisce risposta rimandandomi al mio gestore.

Scopro il giorno seguente che vi è un blocco della banca, a motivo di un altro mio c/c presso altra filiale non più utilizzato da 20 anni e non più movimentato. Questo non è mai stato chiuso nonostante all’epoca avessi dato ordine, ma essendo passato troppo tempo non ho documentazione. Questo conto ha accumulato interessi passivi di circa 2000€.

Ricevetti una raccomandata 10 gg prima che mi intimava al pagamento entro 7gg, ed io informai la banca che non era mia intenzione pagare somme di un conto non movimentato da tanti anni.

Mi sono trovato da un momento all’altro senza c/c, nell’impossibilità di eseguire le operazioni basilari (pagamento bollette, assicurazione ect) e vengo rimbalzato per due settimane da un numero e altro senza avere una risposta precisa.

Ho scritto PEC, reclami e diffide.

Infine mi chiama un’avvocato di SISTEMIA Spa proponendomi un saldo e stralcio a 650 euro con giroconto, sine qua non per riavere utilizzo del mio c/c.

Mi chiedo: è legale questa operazione?

Posso richiedere danni?

Probabilmente gli interessi passivi maturati sul vecchio conto corrente sono riconducibili ad uno scoperto, presumibilmente mai rientrato: fatto sta che il conto corrente, anche se in rosso, deve essere chiuso a richiesta del cliente.

Il problema, tuttavia, risiede proprio nel fatto che lei non conserva alcun documento che attesti la richiesta di chiusura del conto corrente presentata a suo tempo, e, d’altra parte, avrebbe dovuto e potuto verificare l’operatività del vecchio conto corrente, sia accedendovi per verifica, sia considerando sospetti gli invii dell’estratto conto via posta o via e-mail (a seconda dell’opzione scelta all’apertura o in corso di utilizzo del vecchio conto corrente) che devono essere almeno annualmente inoltrati al correntista.

Se non ha alcuna intenzione di pagare quanto la banca richiede, se non si tratta di un pignoramento del conto corrente, ma di un semplice blocco unilaterale dell’accesso al rapporto disposto dalla banca, se dispone di un carnet di assegni, le conviene presentare, via PEC o raccomandata AR, istanza di chiusura di entrambi i due conti correnti (vecchio e nuovo) e aprirne un altro presso un diverso istituto di credito, trasferendo con assegno l’importo relativo all’ultimo saldo disponibile (se il blocco è stato disposta dalla banca, quest’ultima non potrà rifiutarsi di pagare l’assegno).

Se non è in possesso di moduli di assegno e laddove disponga di un saldo da tutelare, le conviene accordarsi con la banca: sono convinto che la reazione sostanziatasi con il blocco sia scaturita dalla sua manifestata (forse troppo frettolosa) intenzione di non voler pagare somme di un conto non movimentato da tanti anni.

In un contesto dove le ragioni (e i torti) dell’uno e dell’altro si compensano, non c’è alcuno spazio per una eventuale citazione in giudizio della controparte per ottenere un risarcimento danni che, comunque, lo ricordiamo, deve essere dimostrato nella sua quantificazione.

Potrebbe tentare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario per lo sblocco del conto corrente, ma anche se la decisione fosse rapida dovrebbe comunque attendere un paio di mesi con il conto corrente bloccato (quindi sarebbe sempre necessario aprirne un terzo presso altro istituto) e, dovrebbe, inoltre, riuscire a dimostrare di non aver mai ricevuto le comunicazioni annuali relative al vecchio conto corrente (conformemente ai recapiti indicati in sede di sottoscrizione).

19 Novembre 2020 · Simonetta Folliero



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