Recupero crediti che non fornisce le dovute informazioni sulla pretesa creditizia

Mesi fa sono stato contattato a mezzo raccomandata da Banca Ifis npl per un debito di poco superiore agli 8.000 euro contratto con Fiditalia. Ho chiesto loro la lettera di cessione del credito, l’ estratto conto cronologico e copia del contratto di finanziamento. La lettera di cessione del credito è arrivata, l’estratto conto cronologico non è molto esaustivo circa la modalità del calcolo degli interessi (parliamo di credito rotativo) e soprattutto non cita affatto quello che è il tasso di interesse di mora applicato, che di fatto portano il debito iniziale di 4500 euro circa ad oltre 8000 euro che Banca Ifis pretende. In merito alla richiesta del contratto di finanziamento, hanno inteso mandarmi una richiesta di ampliamento fido da me sottoscritta nel 2008.
Con numerosi scambi epistolari tutti a mezzo pec, ho fatto presente tutto ciò ma puntualmente mi è stato sempre risposto con un invio della documentazione sempre uguale a quella già ricevuta.

Preciso che proprio oggi ho ricevuto la telefonata di un avvocato incaricato da banca Ifis che si è detta stupita del fatto di non sapere che io sto intrattenendo ormai da mesi uno scambio di pec con la sede centrale (che è quella che mi ha scritto mesi fa) atto ad avere documentazione idonea a ricostruire il mio vero debito nei loro confronti.

Ora, alla luce di quanto sopra esposto, compresa la telefonata dell’avvocato sguinzagliato da Banca Ifis, ed alla luce anche della mia posizione lavorativa (sono un libero professionista con pochi redditi nemmeno certi e nessuna proprietà se non un’automobile del 2006), chiedo un consiglio su come muovermi: continuare ad insistere con richiesta di documentazione pertinente ed esaustiva o lasciar perdere, aspettando di difendermi in caso di loro attacco.
Grazie per la risposta che vorrete fornirmi.

Nel suo caso è abbastanza semplice rispondere: inutile continuare ad insistere nella richiesta di informazioni sulla pretesa creditizia.

Probabilmente, la cessionaria non dispone della documentazione che è tenuta a mettere a disposizione del debitore, nè, tanto meno, quest’ultimo può accettare di corrispondere interessi maturati sul capitale non rimborsato senza verificare l’eventuale applicazione di tassi che violano la normativa vigente. L’estratto conto cronologico deve essere intellegibile e chiaro, e rendere trasparente contezza di come la somma dovuta sia lievitata, nel tempo, da 4.500 euro a circa ottomila.

A questo punto, la cosa migliore da fare è attendere che la questione si sposti, se mai lo sarà, sul piano giudiziario. Per ottenere un decreto ingiuntivo la cessionaria è obbligata a fornire al giudice adito tutta la documentazione necessaria per dimostrare che la somma pretesa a credito è certa, liquida ed esigibile e, nella fattispecie, in sede di opposizione, dovrà anche spiegare perché le stesse informazioni sono state negate al debitore nella fase extragiudiziale.

9 Aprile 2020 · Rosaria Proietti

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