Assurda richiesta di pagamento di un debito risalente agli anni 90?


Nella seconda meta’ degli anni 90, feci un mutuo per acquistare un immobile del valore di 60 milioni di lire, all’epoca svolgevo un doppio lavoro e quindi riuscivo a sostenere bene le rate, che riuscii a pagare fino a meta’, dopodiché arrivò la crisi e non potei più far fronte alle richieste.

Oltre ai 30 milioni gia’ pagati, per qualche anno ho praticamente investito tutto quello che mi avanzava per ristrutturare l’immobile, di fatto aggiungendo valore allo stesso, la banca poi non mi avrebbe concesso il mutuo se non fosse stata sicura di potersi rifare di quanto elargito, valutando l’immobile nel suo precedente stato, prima delle ristrutturazioni.
A causa di questa ed altre personali delusioni, entrai in uno stato di profonda depressione, che mi portarono ad accettare l’offerta di un allora amico, riguardante un lavoro all’estero, poi rivelatosi anche questo l’ennesima fregatura.

Dopo quasi un quarto di secolo passato all’estero, sopravvivendo ma nulla di più, sono dovuto rientrare in Italia per prendermi cura di alcuni miei anziani parenti.

Dopo qualche anno finalmente sono riuscito a trovare un lavoro che mi consentiva di tirare avanti (1200 euro), rinnovato più volte, ma proprio quando stava per diventare a tempo indeterminato ho subito un grave incidente stradale da cui non mi sono ancora ripreso, riportando danni permanenti.

Il mio primo pensiero e’ stato quello di riprendere subito un mezzo di trasporto, in modo di essere pronto a poter ritornare a lavorare non appena possibile, ma subito dopo avere intestato questo mezzo a mio nome, mi sono visto recapitare una raccomandata da parte di una agenzia di recupero crediti, che dice di aver preso in carico il “debito” con la banca.

Non so se si tratta di una truffa oppure no, ma la richiesta e’ di quasi 40 mila euro e 10 giorni di tempo per pagare.

Io ovviamente non dispongo assolutamente di queste cifre, per i miei primi 2 anni ho fatto ogni tipo di lavoro per poter andare avanti, sempre super-sfruttato perché in Italia questo ovviamente va bene, ora da quasi un anno sono sotto infortunio e prendo 300-400 euro al mese, dovendone pagare 500 solo di affitto, più tutto il resto, diciamo che sto facendo salti mortali per andare avanti, ed oltre a questo mi vedo arrivare pure delle richieste assurde come quella di questa presunta agenzia del recupero crediti.

Non solo ho perso 30 milioni di lire dei 60 che avrei dovuto pagare, l’immobile, tutti i soldi che ho speso per manodopera e ristrutturazioni per renderlo abitabile, ma questi hanno pure il coraggio di venire a chiedermi altri soldi? Semmai, visto che si sono presi tutto, sarebbe stato un gesto onesto restituirmi quello che già avevo pagato, dato che non solo si sono ripresi l’intero bene in uno stato migliore di quello per cui era stata originariamente concessa la somma, ma si sono tenuti pure tutti i miei soldi e dubito che mi restituiranno casa se dovessi pagare anche quest’altra somma, e’ veramente uno scandalo!

A quanto ci sembra di capire, nonostante il fiume di parole con il quale ci racconta la sua sfortunata esistenza, l’immobile acquistato intorno al 1995 fu espropriato e venduto all’asta e il fortunato acquirente avrà fatto un affarone assicurandosi l’immobile per poche lire. Il ricavato dalla vendita coattiva, in sostanza, non riuscì a coprire il debito residuo esistente con la banca mutuante, per cui si formò un credito a favore di quest’ultima che, a causa degli interessi moratori applicati nel corso di circa un quarto di secolo, è salito a quasi 40 mila euro.

Nulla di più normale. Quello che può fare, si tratta certamente un suo diritto, è contattare il creditore che l’ha contattata ed esigere un estratto conto della posizione debitoria, il documento cioè da cui si possa capire come, dal debito iniziale (valore del capitale ancora da restituire alla banca – ricavato dalla vendita all’asta) e con l’applicazione di quali interessi per ciascun anno, si sia arrivati alla cifra richiesta. Giusto per eccepire, qualora fosse emesso dal giudice un decreto ingiuntivo a suo carico, eventuali interessi usurari applicati. Potrebbe anche chiedere copia delle comunicazioni a lei notificate presso l’indirizzo italiano (se non è stato iscritto all’AIRE) interruttive del termine decennale di prescrizione.

Per il resto, se non possiede altro, oltre l’utilitaria che ha acquistato, nulla potranno prenderle. Sappia solo che in caso di reddito da lavoro dipendente regolare, il creditore potrà pretendere dal datore di lavoro il 20% della paga al netto degli oneri fiscali e contributivi.

Speriamo, anche, che la sfortuna si dimentichi di lei.

2 Luglio 2021 · Carla Benvenuto



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